Milano: cassiera della Esselunga ruba in supermercato

Pubblicato il 18 ottobre 2011 14:49 | Ultimo aggiornamento: 18 ottobre 2011 14:57

MILANO – La cassiera dell'Esselunga protagonista tre anni fa di un caso, che fece rumore, legato a un episodio, poi risultato inventato, di una 'pausa pipi'' negata, ha rubato nel supermercato dove ancora lavorava ed e' stata licenziata.

L'epilogo della vicenda e' di questi giorni. Maria del Rosario Bolognesi Garazatua, dipendente del punto vendita di via Forze Armate a Milano, e' stata fermata – secondo la ricostruzione di Esselunga – lo scorso 24 settembre dal personale di sorveglianza per aver sottratto diversi pacchetti di pile dagli scaffali. Colta sul fatto, la donna ha ammesso la propria responsabilita' davanti alle forze dell'ordine ed Esselunga, dopo aver fatto una denuncia-querela, l'ha licenziata il 15 ottobre.

La 47enne di origine peruviana, nel febbraio 2008 impiegata sempre come cassiera in un altro negozio Esselunga di Milano, quello di viale Papiniano, aveva dichiarato che le era stata negata una pausa per andare in bagno ed era stata cosi' costretta a far pipi' sulla sedia della cassa. Otto giorni dopo aveva poi denunciato di essere stata aggredita e picchiata da quattro colleghi negli spogliatoi del supermercato.

Il caso, avvallato anche dal sostegno che i sindacati, e in particolare la Uiltucs Uil, avevano dato alla versione della donna, aveva fatto clamore a livello mediatico e la procura di Milano aveva aperto un'inchiesta. Quell'anno la cassiera era stata anche candidata all'Ambrogino d'oro dall'attuale presidente del consiglio comunale di Milano, Basilio Rizzo.

A ottobre 2009 tuttavia l'inchiesta si e' conclusa con l'archiviazione. Il giudice ha infatti accertato che non c'era stato ne' mobbing, ne' alcuna aggressione nei confronti della cassiera, che – da quanto e' emerso – risultava essere in cura per problemi di disagio mentale. Un caso di mitomania insomma ma non di cleptomania. Esselunga, come e' stato ricostruito oggi dall'azienda, ha evitato allora di licenziarla per giusta causa e l'ha spostata in un punti vendita piu' vicino a casa. Ma la fiducia e' stata alla fine mal ripagata.