Milano, ironia sulla dirigente in chat: “chi se la piglia…”. Scuola espelle figlia di 4 anni per punire la madre

di Redazione Blitz
Pubblicato il 8 giugno 2018 11:01 | Ultimo aggiornamento: 8 giugno 2018 14:29
Milano: commenti ironici sulla dirigente in chat, scuola espelle figlia di 4 anni per punire la madre

Milano: commenti ironici sulla dirigente in chat, scuola espelle figlia di 4 anni per punire la madre

ROMA – Un commento ironico sulla chat dei genitori nei confronti di una dirigente scolastica ha innescato una valanga che si risolverà davanti al giudice. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] I genitori di figli iscritti a una scuola paritaria del centro di Milano si scambiavano commenti sulla chat comune. Un messaggio, a proposito del flirt di una dirigente, diceva: “Ma chi vuoi che se la pigli”.

Per la mamma una battuta, per la dirigente un’offesa intollerabile. E, infatti, la reazione è stata repentina e spietata: la figlia di 4 anni dell’autrice del messaggio incriminato è stata espulsa dalla scuola, il nome del figlioletto di due anni depennato dalla lista dei futuri iscritti. Tramite lettera la madre ha ricevuto l’avviso: “La scuola sospende l’erogazione di ogni servizio. Vorrete quindi evitare di portare la minore in classe, onde evitare ogni disagio. A seguito dei gravissimi fatti avvenuti nell’ambito della chat istituzionale dei genitori, l’ente si riserva azioni per tutelare l’onorabilità e l’immagine della coordinatrice”.

E’ chiaro che la mamma si è dovuta rivolgere anche lei a un avvocato. Il quale denuncia – la storia è nella cronaca del Corriere della Sera – una ritorsione sproporzionata e inaccettabile: “La bambina è anche stata allontanata dai compagni durante l’orario di lezione e messa in disparte fuori dalla classe con tutti i suoi effetti personali, cosa che ne ha destato il disorientamento”. Ci penserà il giudice a dirimere la controversia che nel frattempo è giunta perfino in Parlamento con una interrogazione da parte di un deputato leghista.