Milano, transazione banche-Comune porta 450 milioni a Palazzo Marino

Pubblicato il 17 Febbraio 2012 15:38 | Ultimo aggiornamento: 17 Febbraio 2012 15:38

MILANO – Una truffa, quattro banche internazionali, e una transazione con il Comune di Milano: sono gli ingredienti che hanno permesso di portare nelle casse di Palazzo Marino 450 milioni di euro, di cui 40 milioni subito in cassa e i restanti spalmati nei prossimi 20 anni così che il Comune possa contare ogni anno su 20 milioni di interessi da investire in servizi e spese. Di questi 450 milioni, poi, Palazzo Marino ne investirà 300 milioni in titoli di Stato italiani depositati presso le banche che accettano di chiudere proprio il “derivato” oggetto delle censure del pm di Milano.

La transazione ha visto coinvolte le banche tedesche Deutsche Bank e Depfa Bank, l’americana Jp Morgan e la svizzera Ubs, cioè le banche accusate dal tribunale di Milano, secondo quanto scrive il Corriere della Sera, di truffa aggravata.

Deutsche Bank e Depfa Bank sono da mesi sotto processo con l’accusa di aver truffato il Comune di Milano nella rinegoziazione trentennale nel 2005 del debito di Palazzo Marino. Secondo quanto scrive il Corriere della Sera, quei contratti derivati per gestire il rischio di tasso d’interesse avrebbero garantito alle banche 100 milioni di profitti, facendo perdere altrettanti soldi al Comune.

Il processo milanese potrebbe essere il primo di una serie, considerato che  in 7 Regioni, 2 Province e 38 Comuni si stanno mettendo sotto indagine contratti di finanza “derivata” per 9,5 miliardi di euro, pari al 27 per cento del debito degli enti locali negoziato in “derivati”,  secondo una pratica vietata dal 2008.