Milano, dirigente Atm arrestato. Suggeriva di falsificare il cavo: “Se ne accorgeranno solo se brucia tutta la galleria”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 24 Giugno 2020 8:17 | Ultimo aggiornamento: 24 Giugno 2020 9:41
Atm e Milano, una foto d'archivio Ansa

Milano, il dirigente Atm arrestato: “Falsifica la stampigliatura del cavo. Se ne accorgerebbero solo con un incendio” (foto Ansa)

ROMA – Paolo Bellini, il dirigente dell’Atm di Milano arrestato per le, presunte, tangenti sugli appalti della metro milanese, avrebbe proposto, all’amministratore di una società coinvolta nelle, presunte, gare truccate, dice il Gip, di falsificare “la stampigliatura di un cavo” con caratteristiche diverse da quelle “richieste da Atm”.

Lo scrive il gip.

Lo scrive il giudice spiegando che per Bellini, come emerge dalle intercettazioni, la “posa del cavo ‘sbagliato'” sarebbe “sicuramente passata inosservata” salvo un incidente.

Milano e Atm, l’intercettazione citata dal Gip

“Un incendio, un cortocircuito … per arrivare a quello deve bruciare la galleria”, diceva, secondo le intercettazioni citate dal giudice, Bellini.

Intercettazioni, come spiega il Gip, che dimostrano “il livello di spregiudicatezza raggiunto da Bellini”.

Bellini che ha proposto a Piergiorgio Colombo, amministratore della Gilc impianti srl, spiega ancora il giudice, di falsificare “la stampigliatura di un cavo” per “occultare” all’Atm che “il prodotto fornito non corrispondeva a quello da contratto”.

Solo se ci fosse stato un incidente, è un altro passo dell’intercettazione citata, per Bellini il “magistrato” avrebbe potuto prendere “il c…. di pezzo di cavo” e far fare “un’analisi chimica, tecnica”.

Per il giudice “l’imponente mole di elementi acquisiti descrive un fenomeno criminale in essere da ben più tempo rispetto all’inizio” delle indagini.

Bellini, dice il Gip, avrebbe creato, infatti, una delle sue società, la Ivm, con la quale si inseriva “privatamente negli appalti” pubblici, già “circa 10 anni fa”.

Emergono, poi, elementi già del 2006 sulla gara per la “manutenzione del segnalamento” della linea M1.

La “procedura gemella”, scrive il gip, “a quella per la M2”, ossia sul problema delle frenate, “oggetto di alcune delle attuali contestazioni”.

Dalle intercettazioni, aggiunge il gip, viene fuori che nemmeno “una procedura di gara pubblica negli ultimi 2 anni circa” si è salvata dal condizionamento. (Fonte: Ansa).