Milano, si getta nel vuoto con la figlia. Il legale del padre: “Colpa dei servizi sociali”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 24 Settembre 2019 21:21 | Ultimo aggiornamento: 24 Settembre 2019 21:21
Foto d'archivio Ansa

Milano, si getta nel vuoto con la figlia (foto Ansa)

MILANO – “La responsabilità è dei servizi sociali del Comune di Milano, a cui la bimba era affidata, che avrebbero dovuto vigilare e non l’hanno fatto, è una tragedia annunciata”. Lo ha detto all’Ansa l’avvocato Daniela Missaglia, legale del padre della bambina di 2 anni ricoverata in terapia intensiva dopo che ieri la madre, a cui erano stati già tolti 2 figli, è morta lanciandosi con la piccola dall’ottavo piano di un palazzo a Milano. “Perseguiremo tutte le strade”, ha aggiunto l’avvocato, preannunciando azioni legali.

La “responsabilità”, ha aggiunto il legale, che assiste sul fronte civilistico il papà, assieme all’avvocato Giuseppe Principato (sul fronte penalistico), è “dei servizi sociali”, perché la piccola “era affidata a loro da sempre e collocata presso la madre”. Dunque, ha aggiunto, “avrebbero dovuto vigilare sulle prescrizioni disattese dalla donna, che doveva rimanere in una casa comunità ma non lo faceva. C’erano violazioni importanti da parte sua, tutte spie di un allarme che è stato sottovalutato”.

L’avvocato Missaglia ha anche spiegato di avere inoltrato diverse richieste al Tribunale per i minorenni di Milano affinché “venisse emesso un provvedimento di protezione immediata” per la bambina, per toglierla, in sostanza, dalla collocazione presso la madre. I giudici, però, ha chiarito il legale, “non hanno emesso alcun provvedimento, ma hanno soltanto anticipato un’udienza per l’audizione delle parti, inizialmente fissata per ottobre, a dopodomani”, ossia al 26 settembre. L’avvocato ha aggiunto che la donna, con problemi anche di tossicodipendenza nel suo passato, “aveva già manifestato istinti suicidari”. Il padre, ha proseguito, “ha metaforicamente urlato nei confronti di chiunque, perché l’epilogo di questa vicenda era annunciato”. Ora, ha proseguito il legale, “c’è il miracolo di questa bambina”, che si è salvata e lotta in terapia intensiva all’ospedale Niguarda, “e poi le responsabilità le andremo a vedere, perseguiremo tutte le strade”.

Fonte: Ansa.