Milano. Locali di movida. Blitz di Vigili, Agenzia delle Entrate e Inps

Pubblicato il 28 Gennaio 2012 23:29 | Ultimo aggiornamento: 29 Gennaio 2012 13:06

MILANO – Nuovo exploit degli agenti del fisco alla ricerca di frodi, soprattutto di scontrini non rilasciati.Un vero e proprio blitz nei locali, discoteche, ristoranti e bar della movida notturna di Milano. La reazione dei gestori dei locali si è divisa tra chi si dice “tranquillo”, e chi pur non temendo i controlli lo ritiene “un blitz antipatico, perché siamo tartassati”.

In un’operazione che, come la patrimoniale, sembra studiata a tavolino da Berlusconi, per raccattare un po’ di voti, sono state impegnate circa 50 pattuglie per un totale di oltre 150 uomini dei Vigili urbani, oltre ai funzionari in borghese della Agenzia delle Entrate e dell’Inps.

Hanno eseguito controlli e verifiche a sorpresa negli esercizi delle zone più frequentate nel sabato sera, L’operazione è scattata, senza preavviso, dopo il tramonto e ha interessato gran parte del centro della città: a partire da Brera, corso Garibaldi, via Vittor Pisani e corso Vercelli, per arrivare in corso Como e nel Ticinese-Navigli.

Circa 200 i locali presi di mira. L’attenzione, a differenza di quanto già accaduto sotto le feste a Cortina e a Roma, è stata rivolta non al rilascio degli scontrini fiscali da parte dei ristoranti e dei bar affollati per il sabato sera, ma anche alla situazione contributiva, alla ricerca di lavoro nero.

C’è di più, perché i controlli riguardano anche, oltre agli scontrini fiscali, la regolarità delle licenze, dei certificati antincendio e dei contratti di lavoro.

E ancora, come è accaduto nei giorni scorsi in via Veneto a Roma, decaduto simbolo della dolce vita, in puro stile Praga anni ’60,  i vigili urbani hanno effettuato posti di blocco in diverse zone fermando auto di grossa cilindrata per controlli incrociati sulle denunce dei redditi dei proprietari, cosa che potevano fare tranquillamente in orario diurno in ufficio, senza aggravi per straordinari e notturno sul già precario bilancio del Comune, lavorando al computer.

Fuori discussione l’importanza, anzi la necessità di questi controlli. Resta il dubbio che farli in modo così eclatante non spinga ancor più in depressione la già depressa economia milanese.

Alessandro Provolo, amministratore della società che gestisce la birreria bavarese con cucina ‘Kapuziner Platz’, ha così descritto la scema: “Sono arrivati prima dell’ apertura verso le 19, e ci hanno annunciato che sarebbero rimasti fino all’orario di chiusura del locale”.  Nel locale, pieno di clienti, due ispettori dell’ Agenzia delle Entrate e uno dell’ Inps si sono messi a controllare i contratti dei dipendenti del locale. Nessuno di loro ha voluto rilasciare dichiarazioni.

”Presumo – ha detto Provolo – che vogliano verificare gli incassi di stasera con quelli di sabato scorso. Noi siamo tranquilli, verificheranno che l’incasso è in linea”.

Luca Sassi, giovane gestore del locale ‘Spritz Navigli’ che ha ricevuto la visita di due ispettori dell’Agenzia delle entrate e di un ispettore dell’Inps, ha detto all’Ansa: ”È giusto che facciano i controlli per vedere chi è in regola”.

Poi ha raccontato la scena: ”Sono arrivati alle 18.30 con l’intenzione dichiarata di rimanere fino alle due di notte. Noi siamo in regola e lo saremo sempre. E chi è in regola non teme nessuno”.

“Hanno identificato anche mio cognato e mio nipote, stavano in piedi, aspettavano che iniziasse la partita della Juve. E gli hanno chiesto i documenti. Gentili sono gentili, questi ispettori. E però, lo voglio dire: i pubblici esercizi sono già la categoria più “colpita” in assoluto”, ha detto Alfredo Zini, titolare del locale Al Tronco e vicepresidente dell’Epam, società legata a Confcommercio, al Corriere.

Zini si occupa di contrattare regole ed orari per i locali con la giunta di Giuliano Pisapia, ed ha dichiarato: “Vogliono verificare il grado di evasione nei pubblici esercizi? Eccoci, pronti, si accomodino. Ma non così, non di sabato sera, non in pieno orario di lavoro: ho dovuto mettere gran parte del personale al loro servizio. E i clienti? Così i controlli diventano antipatici e pure difficili da gestire. Io sono tranquillo, la mia attività è trasparente… – poi si corregge – D’accordo, sono un po’ infuriato, ma solo perché siamo in un momento di crisi, gli accertamenti non devono interrompere il lavoro in una serata importante, con la gente seduta ai tavoli”.

Per il  blitz a “Al Tronco” una pattuglia in borghese, composta da due funzionari dell’Agenzia delle Entrate ed un dipendente dell’Inps, che “Sapevano già tutto di me e del locale, sono arrivati ben informati, pieni di numeri e schede – ha detto Zini -. Quanti dipendenti, i flussi di cassa… Giusto, doveroso, non è un problema: mi facciano le pulci su contratti, contributi, aspetti fiscali. Ma chiedo: lo sanno quante “visite” riceviamo qui? Siamo già ipercontrollati: il Fisco, i vigili urbani, i carabinieri del Nas, l’Asl. Rispettiamo anche questo blitz, ma evitiamo accanimenti, grazie. Se poi i controlli serviranno a eliminare la concorrenza sleale, in fondo, tanto meglio”.

Non solo irregolarita’ nell’emissione degli scontrini e nei registri contabili, ma anche la presenza di un centinaio di lavoratori in nero o addirittura clandestini.     Sono questi i primi esiti trapelati dai controlli ‘anti-evasione’ effettuati ieri notte in 120 locali della movida milanese. Nell’operazione sono state impiegate 450 persone, tra cui 280 ispettori dell’Agenzia delle Entrate. Le altre 170 persone sono agenti della polizia municipale di Milano e funzionari dell’Inps. Sporadici invece gli interventi dei Vigili del Fuoco che sarebbero stati allertati per verifiche dove sono stati riscontrati problemi di sicurezza.

Al momento, da quanto si e’ saputo, sono state accertate violazioni relative al mancato aggiornamento dei registri contabili, incongruita’ con i dati dichiarati per gli studi di settore (per esempio il numero di locali, il numero del personale e cosi’ via) ai fini della redditivita’ presunta, irregolarita’ nell’emissione degli scontrini e presenza di un centinaio di dipendenti non regolari.