Cronaca Italia

Milano manda al macero i “gratta e sosta”, in arrivo parcometri informatici

E’ finita l’epoca dei “gratta e sosta”. A Milano l’Atm avvia l’era del parcometro informatico a tempo. La rivoluzione scatterà da settembre, nei Bastioni, e durerà oltre un anno. Sulle strade a strisce blu saranno installati 1600 dispositivi,  un apparecchio ogni 30 posti macchina.

Il bando per la fornitura e la manutenzione degli apparecchi è stato appena chiuso, la gara formalizzata, e nei prossimi giorni saranno firmati i contratti. Il passaggio dalla carta al digitale costerà 6 milioni di euro. Il vecchio metodo era stato più volte contestato, costava troppo ai cittadini e ormai si erano trovati i modi per aggirarlo, come l’automobilista che “smaltava” i tagliandi già utilizzati con un pennarello color oro.

Ecco allora la rivoluzione che secondo Atm sarà più “equa e trasparente: consente agli automobilisti di pagare il tempo effettivo della sosta in superficie”. la società ha già sperimentato i parcometri in via Larga, in piazza Wagner e in altri punti del centro: funzionano. Le tariffe, per ora, non cambiano: le fissa il Comune e sarà la giunta, nel caso, a rivedere le tabelle.

Si va allungando, però, la lista della strade delimitate con le strisce blu: viale Monza, la zona di Rogoredo, l’asse Molino Dorino-QT8 (da dicembre 2010). I residenti e i pendolari a motore protestano. Il Pd in consiglio di zona 8 ha lanciato un messaggio al quartiere: “Il nostro obiettivo non è fare pagare la tassa sulla sosta, ma avere parcheggi d’interscambio pieni e mezzi pubblici più efficienti”.

Oltre alle colonnine informatiche, tuttavia, Atm conserverà le modalità di pagamento con la tessera a scalare da 100 euro e col servizio di sms dai telefonini. Palazzo Marino ha incassato 10,75 milioni di euro dai parcheggi nel 2008, scesi a 8,25 milioni nel 2009 e stimati ulteriormente in calo nel 2010 (circa 4 milioni).  Qualcosa è evidente non torna. Nella relazione previsionale di bilancio si insiste sul “miglioramento del sistema della sosta”. Ecco allora che il vecchio va al macero per essere sostituito dal nuovo.

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