Milano, multati mentre rincasano da volontariato: “I carabinieri già ci conoscevano…”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 28 Aprile 2020 12:36 | Ultimo aggiornamento: 28 Aprile 2020 12:36
Milano, multati mentre rincasano da volontariato: "I carabinieri già ci conoscevano..."

Milano, multati mentre rincasano da volontariato: “I carabinieri già ci conoscevano…” (foto ANSA)

MILANO – Stavano attraversando il parco Forlanini a Milano per prendere l’autobus e andare a casa dopo aver servito pasti alla mensa nel dormitorio per i senza tetto allestito all’interno del centro sportivo Saini di Milano e nonostante l’autocertificazione e le spiegazioni non c’è stato verso: hanno preso una multa di 280 euro ciascuno con tanto di contestazione per assembramento.

E’ quel che è capitato venerdì scorso, 24 aprile, poco dopo le 21 a tre ragazzi tra i 19 e i 20 anni, che stavano rincasando dopo la loro attività di volontariato.

Filippo, che parla anche per gli altri due suoi coetanei, racconta che quella sera, come oramai da un paio di settimane stavano camminando con mascherina e a distanza di sicurezza in mezzo al parco per andare a prendere l’autobus 73.

“Già altre volte la polizia locale e i carabinieri ci hanno fermato – racconta – ma è sempre bastato spiegare che diamo una mano come volontari in via Corelli.

Non ci hanno mai chiesto neanche l’autocertificazione“.

Invece la sera del 24 aprile è andata diversamente.

I tre ragazzi, che stavano camminando per raggiungere le fermata distanti l’uno dall’altro, vengono fermati da due militari dell’Arma, poi raggiunti da altri due colleghi .

“Non molto lontano da noi – continua Filippo – c’erano due senza tetto intenti a raccogliere della legna, ma che né io né gli altri due volontari avevamo mai visto.

Li hanno messi nel nostro verbale e ci hanno contestato l’assembramento: la multa è di 280 euro a testa che se non paghiamo entro sessanta giorni diventano quasi 500 euro”.

“In realtà noi oltre ad indossare la mascherina stavamo rispettando le misure di sicurezza – garantisce Filippo – e poi due di quei carabinieri già ci conoscevano: ci avevano fermato per i controlli e sapevano che siamo volontari di Spazio Aperto Servizi.

Ci hanno già visti attraversare a piedi il Forlanini per andare a prendere l’autobus e non ci hanno detto mai nulla “.

Oltre all’avvilimento dei tre giovani, che ovviamente hanno già impugnato il verbale di contestazione, Filippo fa notare:

“Ora per tornare a casa dovremo allungare di molto il giro e prendere tre mezzi pubblici.

Cosa che è molto più pericolosa per la nostra sicurezza che attraversare in fila indiana, e a debita distanza, un parco”. (fonte ANSA)