Milano, “muri imbrattati”: il writer ‘Bros’ prosciolto dal giudice, reato prescritto

Pubblicato il 12 luglio 2010 19:11 | Ultimo aggiornamento: 12 luglio 2010 19:23

Street art, graffiti o semplici scritte per imbrattare i muri? Il giudice non scioglie il dubbio. A Milano il writer Daniele Nicolosi, in arte Bros, accusato di aver disegnato su alcuni edifici è stato prosciolto. Il giudice ha dichiarato la prescrizione per un episodio, un graffito sulle mura del carcere di San Vittore, e l’estinzione del reato perché èstata ritirata la querela riguardo ad un edificio privato, mentre in un terzo caso ha giudicato improcedibile la causa per mancanza della querela.

Il giudice monocratico della VI sezione penale di Milano, Guido Piffer, non ha assolto nel merito delle accuse il writer milanese di 28 anni, ma ha dichiarato o i fatti prescritti o improcedibili per mancanza o remissione della querela.

Il Comune di Milano, costituitosi parte civile, aveva chiesto la condanna per il writer, che ha al suo attivo importanti mostre e cataloghi, sostenendo che quello praticato da Bros fosse un deturpamento e un imbrattamento di edifici pubblici e privati. La difesa, invece, aveva ‘puntato’ sull’arte del giovane milanese, sostenendo che quelle realizzate dal writer sono forme di espressione artistica e dunque non possono essere punite come reato. Il giudice, invece, con la sua sentenza ha riconosciuto i reati dichiarati però non punibili per prescrizione o mancanza di querela. ‘Con questa sentenza non si è risolto di certo l’enigma tra arte e vandalismo”. Cosi’ il writer Daniele Nicolosi, in arte Bros, ha commentato la sentenza. ”Sono contento perché non dovrò pagare tutti questi soldi”, ha spiegato il giovane, che ha chiarito inoltre che avrebbe preferito ”un’assoluzione nel merito”. Per il futuro, ha concluso, ”non cambia niente, io continuero’ a portare in giro la mia arte”.