Milano no auto in 10 anni: ecco il piano. Roma no Metro anche subito

di Alessandro Camilli
Pubblicato il 26 febbraio 2019 11:09 | Ultimo aggiornamento: 26 febbraio 2019 11:09
Milano niente auto in 10 anni: ecco il piano. Roma no Metro anche subito

Milano no auto in 10 anni: ecco il piano. Roma no Metro anche subito (foto Ansa)

ROMA – Milano no auto in 10 anni. E’ questo il piano, il progetto, la programmazione. Qualcosa che guarda lontano, prevede, punta a quello individuato come interesse generale. Milano che fa una cosa ormai strana in Italia, una cosa stramba, una cosa diventata tanto inconsueta da apparire estrema: niente meno fa una cosa di governo. Non una cosa di destra o sinistra, popolare o populista, d’élite o di gente. No, una cosa di governo. Talmente stramba che non porta voti subito e forse neanche domani. Anzi all’inizio forse qualche voto te lo toglie e te che la fai quella cosa. Ma a Milano la fanno perché è l’unica contro l’inquinamento dell’aria.

Inquinamento dell’aria che arriva in gran parte dal traffico automobilistico. Non solo, ma in gran parte. E allora un piano, un progetto, una programmazione sulla base dei dati reali e delle evidenze scientifiche e statistiche. Un piano decennale. Ma non di quelli da convegno e atti del convegno. Un piano decennale che è già cominciato nella realtà. Cominciato ieri.

Da ieri il traffico automobilistico in città è regolato perché in 10 anni diventi pezzo a pezzo traffico di veicoli non inquinanti. Da ieri nella Area B non entrano nei giorni lavorativi i veicoli Euro zero a benzina e quelli Euro 1-2-3 diesel. Hanno ciascuno 50 bonus annui per entrare. Hanno tempo e modo per abituarsi, avranno i loro proprietari incentivi in denaro se vogliono cambiare veicolo, avranno sconti del 75 per cento sui mezzi pubblici. I proprietari di questi veicoli avranno certamente qualcosa di cui lamentarsi. Non avranno però il diritto di bloccare la ricerca dell’interesse generale in nome del loro interesse immediato.

E’ proprio questo l’atto di governo di Milano: privilegiare l’interesse generale che non è la somma e il rispetto di ogni interesse. Se si vuole aria non inquinata da respirare allora qualche altro interesse immediato va se necessario messo in secondo piano e soggezione. Questo è governo, il resto è parodia alla lunga tragica della democrazia.

Dal primo di novembre e poi progressivamente dal primo di ottobre  del 2020/2025/2028/2030 la circolazione nell’Area B sarà interdetta e limitata per i veicoli Benzina Euro 2  e Diesel Euro 5. E poi per i Benzina Euro 3 ed Euro 4 e poi ancora per i Diesel Euro 6 al 2030 appunto.Dieci-dodici anni per pulire l’aria che si respira e dieci-dodici anni per dare tempo a tutti per rinnovare il parco auto circolanti. Sì, 10/12 anni perché chi ha oggi un’auto o una moto o un camion dalle tecnologia inquinante se ne compri un altro. Sfidando la demagogia già pronta e sfornata per cui solo i ricchi cambiano auto? Solo i ricchi respirano? E dove, su quali tavole dei diritti fondamentali è stampato quello a tenersi il mezzo che inquina e a fregarsene della salute collettiva in nome del giro come mi pare?

Milano dà esempio quasi unico nel paese di governo. Roma ? A Roma da quattro mesi e passa è chiusa una stazione della Metro, quella chiamata Repubblica (quando la sorte si diverte a costruire metafore e assonanze…) Chiusa perché una scala mobile crollò appunto mesi fa. Fu data la colpa a tifosi stranieri saltellanti, più probabilmente fu la scala mobile a non reggere di suo. Ovviamente si indaga. Nel frattempo Atac che dipende dal Comune ferma tutto. Anche le altre scale mobili, non si sa mai. Per prudenza, anzi due prudenze. Una per l’incolumità dei passeggeri, l’altra per se stessi. Chi si prende la responsabilità?

La stessa idea di governo dei giorni recenti di vento forte: si dichiarano chiusi parchi e giardini. Così se casca un ramo o un albero in testa a qualcuno la responsabilità giuridica non è dell’Amministrazione che ha chiuso. Chiuso anche se nessuno controlla e la chiusura è solo una grida capitolina.

L’importante è non prendersi grane: chi riapre la Metro Repubblica? Quando la Magistratura avrà finito…quando l’inchiesta interna..,quando arrivano i pezzi di ricambio. Viene elaborata la versione alibi per tutti dei pezzi di ricambio che le imprese producono a rilento. I romani non hanno neanche bisogno di far finta di crederci, si sono abituati alla normalità di nessuno che si prende la responsabilità di dire dove si mettono i rifiuti, si sono abituati alla normalità di nessuno che si prende la responsabilità di nulla, si sono abituati al governo del chiudere per evitare grane. Da tempo sono abituati al No Metro, come al No cassonetti puliti, No strade senza buche, No alberi e verde curati, No servizi pubblici. Una stazione Metro in più o in meno….