Milano, Pomarici come Robledo: “Anomalia dare il caso Ruby a Boccassini”

di redazione Blitz
Pubblicato il 16 Maggio 2014 18:23 | Ultimo aggiornamento: 16 Maggio 2014 18:23
Milano, Pomarici come Robledo: "Anomalia dare il caso Ruby a Boccassini"

Ilda Boccassini (Foto Lapresse)

MILANO – Fu “anomala” l’assegnazione del caso Ruby a Ilda Boccassini, capo della Dda di Milano. Così come fu “anomalo” il fatto che, una volta emersa la concussione a carico di Silvio Berlusconi, “non venisse interessato e coinvolto” il pm Alfredo Robledo, capo del pool sui reati contro la Pubblica amministrazione. E’ quanto sostenuto dal pm Ferdinando Pomarici nella sua audizione davanti al Csm.

Pomarici si schiera così dalla parte di Robledo nella faida scoppiata ai vertici della procura milanese, in seguito a un esposto dell’aggiunto contro il procuratore capo Edmondo Bruti Liberati. Pomarici, come Robledo, contesta le scelte di Bruti, a suo giudizio sbilanciate, in favore della Boccassini. Ai consiglieri del Csm ha inoltre spiegato di aver già espresso le sue perplessità sull’assegnazione del procedimento in una lettera allo stesso Bruti:

“dicendo anche che ravvisavo il pericolo che la trattazione di quel procedimento da parte di un magistrato palesemente estraneo potesse creare, cosa che poi in effetti avvenne, sulla stampa osservazioni e commenti”.

L’organo di autogoverno della magistratura ha poi sentito Pomarici anche in merito al caso Sallusti, dopo che in una riunione alla procura di Milano aveva contestato la scelta del procuratore di avocare il fascicolo sul direttore del Giornale, condannato per diffamazione, per chiederne la detenzione domiciliare. Pomarici avrebbe sottolineato che allora il capo della Procura aveva chiesto una deroga, proponendo per Sallusti una sorta di unicum, confermando quanto riferito al Csm dal capo dell’Ufficio esecuzioni, Nunzia Gatto. E fu dopo la protesta dell’Ufficio stesso che Bruti, avrebbe ricordato Pomarici, emise una circolare applicata in seguito ad altri casi analoghi.