Milano, rapina in gioielleria: sgominata banda in Romania

di redazione Blitz
Pubblicato il 26 Novembre 2015 9:11 | Ultimo aggiornamento: 26 Novembre 2015 9:11
Milano, rapina in gioielleria: sgominata banda in Romania

Milano, rapina in gioielleria: sgominata banda in Romania

MILANO – La Polizia, in meno di un anno di indagini, ha individuato tutti i responsabili della rapina all’orologeria Pisa commessa l’1 dicembre 2014 a Milano. Lo ha reso noto la Questura di Milano. Allora otto uomini travisati, armati di pistole, asce e machete, avevano fatto irruzione nell’esercizio, in pieno Quadrilatero della moda, portando via orologi per un valore di oltre 800mila euro. Uno dei malviventi era stato bloccato dalle guardie giurate e arrestato.

Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Enrico Pavone e svolte in stretta cooperazione con le autorità romene, hanno portato all’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di altri 6 presunti esecutori (l’ottavo è infatti minorenne) nonché di colui che, dalla Romania, li ha reclutati, addestrati e ha organizzato la rapina.

Una rapina eclatante, a colpi d’ascia sulle vetrine. Ecco come il Corriere della Sera aveva descritto il “colpo”:

Mocanu stava fuggendo in bici, i vigilantes dell’Ivri gli sono balzati addosso. Aveva un’ascia usata per mandare in frantumi le 25 teche del negozio. Bottino ingente: 66 orologi, tre milioni di euro. I suoi sette complici, compresa la donna che s’è finta cliente e ha permesso alla banda di entrare nell’orologeria, sono ancora in fuga. Sagome riprese nei filmati delle telecamere della fermata San Babila della metropolitana mentre rapidamente cercano di salire su un treno. Figure confuse che scappano a piedi riprese dagli impianti di sorveglianza del Quadrilatero.

Uomini incappucciati che nel filmato della rapina sfondano con le accette gli espositori sotto agli occhi terrorizzati di clienti e gioiellieri. I banditi hanno lasciato una montagna di tracce e indizi. Oltre ai filmati, la polizia ha sequestrato tre asce (due in via Bigli, una in via Verri), due biciclette (una da donna e una mountain bike), una spranga (in via Morone), una borsa e un ombrello da donna (nel negozio), un passamontagna (in via Bigli) e uno zaino (in un cestino dei rifiuti di piazza San Babila). Tutti oggetti ora nelle mani della scientifica: si cercano impronte e Dna