Milano, scontro in Procura: Cassazione archivia caso Ruby per Bruti Liberati

di redazione Blitz
Pubblicato il 17 Dicembre 2014 23:01 | Ultimo aggiornamento: 17 Dicembre 2014 23:27
Milano, scontro in Procura: Cassazione archivia caso Ruby per Bruti Liberati

Edmondo Bruti Liberati

MILANO – Niente azione disciplinare per il procuratore di Milano Edmondo Bruti Liberati in merito all’assegnazione del Caso Ruby e di altri fascicoli delicati. Nessun provvedimento nemmeno contro il suo aggiunto Alfredo Robledo per la vicenda della gestione dei 172 milioni sequestrati nell’inchiesta sui derivati. Il Pg della Cassazione Gianfranco Ciani ha deciso di archiviare alcune delle più spinose vicende, al centro dello scontro tra i due magistrati. Bruti e Robledo però non possono ancora tirare un sospiro di sollievo: restano ancora aperti gli accertamenti su altri capitoli del conflitto, che riguardano entrambi.

Sui due magistrati incombe ancora la decisione del Consiglio superiore della magistratura, che sta valutando se aprire nei loro confronti la procedura di trasferimento d’ufficio per incompatibilità.Una scelta che potrebbe arrivare già giovedì, anche se sembra più probabile uno slittamento alla ripresa dell’attività di Palazzo dei marescialli dopo la pausa per le festività natalizie.

Tornando alla Cassazione, era da mesi che la procura generale aveva avviato la sua indagine preliminare sui due magistrati litigiosi. E gli accertamenti compiuti hanno evidentemente evidenziato che, almeno rispetto ad alcune vicende al centro del conflitto, il procuratore e il suo vice non hanno commesso illeciti disciplinari. Per quanto riguarda Bruti, Ciani non avrebbe eccepito irregolarità da sanzionare né nell’assegnazione a Ilda Boccassini del procedimento Ruby – che secondo Robledo non avrebbe avuto titolo per occuparsi dell’inchiesta, essendo lei alla guida della direzione distrettuale antimafia di Milano- né nella gestione del fascicolo sul San Raffaele. E non ci sarebbero rilievi di sua competenza da fare neppure per l’estromissione di Robledo dalla guida del pool anticorruzione.

Per Robledo è caduta la vicenda della gestione dei soldi sequestrati nell’ambito dell’inchiesta sui derivati, ma restano in piedi gli accertamenti sul presunto doppio pedinamento che secondo Bruti sarebbe avvenuto nell’ambito dell’inchiesta Expo per colpa del suo aggiunto (ma l’episodio è stato da questi apertamente smentito).

Mentre su Bruti gli accertamenti continuano sul caso del fascicolo Sea, dimenticato in cassaforte dal procuratore, e su cui è in corso anche un’inchiesta a Brescia.

Intanto un’altra decisione, già presa dalla sezione disciplinare del Csm, scuote però la procura di Milano: il tribunale dei giudici ha trasferito d’ufficio, con un provvedimento cautelare il pm Ferdinando Esposito, indagato a Brescia per induzione indebita. Il figlio del giudice Antonio che in Cassazione ha condannato Silvio Berlusconi per frode fiscale è stato assegnato al tribunale di Torino, dove farà il giudice.