Milano, il senegalese che ha fermato lʼaggressore del militare: “L’ho steso con una catena”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 19 Settembre 2019 13:45 | Ultimo aggiornamento: 19 Settembre 2019 13:45
Milano, il senegalese che ha fermato lʼaggressore del militare: "L'ho steso con una catena"

L’ambulanza che ha soccorso il militare alla Stazione centrale di Milano (foto ANSA)

ROMA – Si chiama Samba Diagne l’uomo che martedì mattina, 17 settembre, ha fermato Mahamad Fathe, il 23enne yemenita che ha aggredito, ferendolo con un paio di forbici, un militare davanti alla stazione Centrale di Milano. Samba, 52 anni, è senegalese, padre di cinque figli e vive in Italia dal 1990: “Ho visto il soldato cadere. L’aggressore era agitato e continuava a urlare con le forbici in mano – ha raccontato a Il Giorno -. Così ho preso una catena e gli ho dato un colpo forte alla spalla, stendendolo”.

Diagne inoltre ha raccontato che lo yemenita una volta a terra, “ha mollato la presa sulle forbici e i carabinieri lo hanno bloccato e arrestato. Dopo mi hanno portato in caserma per deporre”. “Non potevo andarmene, quel tizio con le forbici avrebbe potuto colpire anche altri”, ha aggiunto. 

Agli inquirenti, lo yemenita ha raccontato di essersi svegliato nei giardini di fronte alla stazione, di aver bevuto una bibita e di aver fumato uno spinello. Poi ha preso un paio di forbici e ha attaccato il caporal maggiore scelto Matteo Toia: “Erano due ore che le voci mi dicevano di colpire per andare in paradiso – ha spiegato -. Non sono in grado di spiegare quali sentimenti provassi. Speravo di essere ucciso. Poi ho visto una donna militare, le ho detto di allontanarsi e mi sono reso conto di quello che avevo combinato”.

Yemenita rifiuta interrogatorio gip

Fathe questa mattina, 19 settembre, si è rifiutato di presentarsi davanti al gip per l’interrogatorio di convalida. E’ rimasto dentro la cella a San Vittore e non si è voluto presentare nella stanza per l’interrogatorio, malgrado sia il suo difensore sia un mediatore culturale abbiano cercato di convincerlo. Il giudice Natalia Imarisio dovrà decidere sulla convalida dell’arresto e sulla custodia in carcere per tentato omicidio aggravato dalle finalità terroristiche e violenza a pubblico ufficiale.

Fonti: IL GIORNO – ANSA