Milano, studentessa aggredita perché indossa il velo. Gli altri passeggeri la abbracciano per difenderla

di Redazione Blitz
Pubblicato il 7 aprile 2018 19:48 | Ultimo aggiornamento: 7 aprile 2018 19:48
Milano, studentessa aggredita perché indossa il velo. Gli altri passeggeri la abbracciano e la difendono

Milano, studentessa aggredita perché indossa il velo. Gli altri passeggeri la abbracciano e la difendono

MILANO – Una studentessa è stata aggredita nella metropolitana di Milano perché indossava il velo.

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Houda Latrech, questo il nome della studentessa, vive in provincia di Varese ma fa l’università a Milano, per questo prende il treno al mattino presto e poi la metropolitana, ed è nella stazione di Milano Garibaldi della metropolitana verde, racconta su Facebook, che alle 8.17 di ieri un uomo l’ha spinta e ha iniziato a insultarla perché porta il velo. E’ salito con lei sul treno, le ha urlato dandole dell’assassina, dicendole di tornare a casa. Impaurita ha però trovato la solidarietà degli altri passeggeri, che hanno fatto scudo e l’hanno abbracciata fino a quando l’uomo non è sceso dal convoglio.

“Oggi scrivo, tremando, ma scrivo – ha spiegato nel suo lungo post -, e non scrivo per lamentarmi, non scrivo per polemizzare, non è un J’accuse quello che ho intenzione di fare, ma un ringraziamento. Perché non sono una vittima e non cadrò nel vittimismo, non cederò all’odio e alla paura”. Ha scritto per dire grazie a Vanessa, la ragazza che l’ha abbracciata, e agli altri passeggeri “chi ha saputo prendermi per mano, proteggermi, chi ha saputo accompagnarmi, abbracciarmi, chi ha voluto sacrificare il suo tempo per aiutarmi a conseguire giustizia, chi si è voluto scusare, pur non avendo alcuna colpa, chi mi ha ribadito, che non sono tutti così, anche se non ce n’era bisogno, anche se io lo so, anche se non è necessario ribadirlo”. “Oggi – ha concluso – so che finché ci saranno più persone da ringraziare che da incolpare, più persone a cui essere riconoscenti che persone da accusare, oggi so che andrà tutto bene, oggi so di essere ancora a casa”