Milano, guida con tasso alcolico 4 volte oltre il massimo. Prosciolto per “tenuità del fatto”

di redazione Blitz
Pubblicato il 20 Gennaio 2020 12:01 | Ultimo aggiornamento: 20 Gennaio 2020 12:01
Milano, guida con tasso alcolico 4 volte oltre il massimo. Prosciolto per "tenuità del fatto"

Un uomo si sottopone ad alcol test (Foto archivio Ansa)

MILANO – Non è bastato un tasso alcolico nel sangue di 1,97 g/l, quattro volte il massimo consentito dalla legge, per condannarlo. Così un romeno di 27 anni è stato prosciolto a Milano “per tenuità del fatto“. La sentenza, destinata a far discutere, fa riferimento a un incidente avvenuto il 1 aprile 2019 sulla A4. 

L’uomo, alla guida di una Passat, carambolò sull’autostrada all’altezza di Novate Milanese e ne uscì vivo quasi per miracolo. Con lui anche un passeggero, trasportato anch’egli al Niguarda. All’origine del sinistro non sembravano esserci cause esterne: l’asfalto era regolare, non vi erano condizioni meteo avverse. E’ stato il test del sangue, eseguito in ospedale a rivelare l’alto tasso alcolico nel sangue e a far scattare il procedimento penale.

Ma per il giudice monocratico Maria Pia Bianchi non c’è bisogno neppure di un processo. Nelle motivazioni depositate a novembre, si legge che “la circostanza che il livello di tasso alcolemico rinvenuto nel sangue non sia di molto superiore al limite relativo alla soglia di rilevanza, consente di qualificare il fatto in termini di tenuità”. Unica conseguenza: la sospensione della patente per un anno.

Nelle stesse motivazioni il giudice critica anche l’operato degli agenti definendo “poco comprensibile la decisione della polizia giudiziaria di sottoporre ad accertamento con etilometro un soggetto trasportando fino alla vettura lo strumentario per procedere al controllo se questi non era nell’auto o nelle immediate vicinanza di tale mezzo, come risulta peraltro della annotazione agli atti”.

Sgomento è stato espresso dalla Polizia Stradale di Bergamo che così ha commentato: “Rimane di difficile comprensione l’eccezione di non ritenere adeguatamente provato l’incidente e si domanda perché venga considerato di lieve entità il valore di 1,97 g/l, accertato clinicamente con procedura medico-legale, considerato che tale valore supera di quasi 4 volte il limite massimo previsto”.

Fonte: Corriere della Sera