Mimmo Mignano si incatena sotto casa di Di Maio: “Mi do fuoco”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 7 giugno 2018 9:19 | Ultimo aggiornamento: 7 giugno 2018 9:19
Mimmo Mignano si incatena sotto casa di Di Maio: "Mi do fuoco"

Mimmo Mignano si incatena sotto casa di Di Maio: “Mi do fuoco”

ROMA – Uno dei cinque operai della Fca di Pomigliano d’Arco per cui la Cassazione ha dato ieri l’ok al licenziamento, si è incatenato davanti casa del ministro del Lavoro Luigi Di Maio, a Pomigliano d’Arco (Napoli), e si è cosparso la testa con una bottiglia di benzina. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] L’operaio, Mimmo Mignano, era in compagnia di un altro dei licenziati. Le forze dell’ordine lo hanno bloccato e lo hanno soccorso.

Il manichino di Marchionne impiccato. La Corte di Cassazione aveva infatti annullato il reintegro di cinque operai dello stabilimento Fca di Pomigliano d’Arco (Napoli), accogliendo il ricorso dell’azienda contro la decisione della Corte d’Appello di Napoli che a settembre del 2016 aveva invece disposto il rientro delle tute blu in fabbrica. Gli operai a questo punto furono regolarmente stipendiati ma mai più riammessi in fabbrica.

La Suprema Corte mette, quindi, la parola fine ad una storia che va avanti da giugno del 2014, quando i cinque operai avevano messo in scena il finto suicidio dell’Ad Sergio Marchionne davanti al polo logistico di Nola, a seguito del suicidio, vero, di una cassaintegrata. Manifestazione ritenuta offensiva dai vertici del Lingotto che avevano disposto il licenziamento.

Gli operai avevano fatto ricorso al tribunale del lavoro di Nola, che per due volte aveva dato ragione all’azienda, ma erano poi ricorsi alla Corte d’Appello che a settembre del 2016 ne aveva disposto il reintegro. Fca era ricorsa alla Cassazione, che ha dato definitivamente ragione al Lingotto sul licenziamento di Mimmo Mignano, Marco Cusano, Antonio Montella, Massimo Napolitano e Roberto Fabbricatore.

Di Maio: “Sentenza si rispetta ma non sia alibi”. “Da ministro ho detto a Mimmo che è una sentenza che va rispettata ma per noi non deve essere un alibi”. Lo ha affermato il ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, al termine della visita nell’ospedale di Nola (Napoli) all’operaio che si è cosparso di benzina dopo la sentenza della Cassazione che ha negato il reintegro in Fca di cinque operai. “Sono stato qui – ha aggiunto Di Maio – prima di tutto per dare un supporto umano ad una persona della mia città che stava per compiere un atto rischioso”.