Ministero dell’Interno cerca addetto stampa con esperienza. Che lavori gratis

di Maria Elena Perrero
Pubblicato il 24 marzo 2017 14:06 | Ultimo aggiornamento: 24 marzo 2017 14:06
Ministero dell'Interno cerca addetto stampa con esperienza. Che lavori gratis

Ministero dell’Interno cerca addetto stampa con esperienza. Che lavori gratis

MILANO – Il Ministero dell’Interno cerca un addetto stampa per i vigili del fuoco. Deve essere un giornalista professionista iscritto all’albo “con pluriennale e consolidata esperienza nell’ambito delle pubbliche istituzioni”. Lo stipendio? Nessuno. Lavorerà gratis.

Il bando è stato pubblicato sullo stesso sito dei vigili del fuoco ed è chiarissimo: si tratta di una “Procedura comparativa per il conferimento a titolo gratuito di incarico di prestazione di lavoro autonomo occasionale per lo svolgimento delle attività di comunicazione per il Dipartimento dei Vigili del Fuoco del Soccorso Pubblico e della Difesa Civile”.

Il bando ha dell’incredibile non tanto per il suo contenuto (i giornalisti, ma non sono loro, ormai hanno spesso a che fare con offerte di lavoro a titolo gratuito o quasi) ma per la fonte da cui proviene, statale. Di quello stesso Stato la cui Costituzione chiarisce che il lavoro deve essere retribuito, e retribuito (almeno in teoria) con uno stipendio “sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa”.

Si potrà obiettare che sono molte le aziende che offrono stage gratuiti. Ma uno stage si fa durante la formazione, non lo si può offrire a qualcuno che, come richiede lo stesso bando, deve non solo essere iscritto all’albo dei giornalisti professionisti, ma deve anche avere una “esperienza lavorativa documentabile di almeno 3 ( tre) anni nel settore della comunicazione e dell’informazione maturata nell’ambito della Comunicazione istituzionale presso le Pubbliche amministrazioni e/o presso questa Amministrazione”.

Nello stesso bando segue, per chi non avesse ancora capito, un elenco dettagliato di tutti i compiti che dovranno essere svolti dal giornalista che si offrirà per l’incarico. Che non è retribuito, ma non è neppure volontariato, secondo gli estensori, bensì “lavoro”. Rigorosamente gratuito.