Ministro Carrozza: “Tetto stranieri in classe? Non sempre può essere rispettato”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 19 settembre 2013 10:26 | Ultimo aggiornamento: 19 settembre 2013 10:26
Ministro Carrozza: "Tetto stranieri in classe? Non sempre può essere rispettato"

Maria Chiara Carrozza (Foto LaPresse)

ROMA  – “Il tetto stranieri nelle classi in certe aree non si può rispettare, bisogna decidere caso per caso“. Maria Chiara Carrozza, ministro dell’Istruzione, commenta così il tetto-stranieri per le classi deciso da una circolare del 2010 dell’ex ministro Maria Stella Gelmini. La circolare della Gelmini fissa il tetto massimo di bimbi stranieri al 30%, ma le recenti polemiche dei genitori italiani che a Landiona e Costa Volpiano hanno ritirato i propri figli da scuola per i “troppi stranieri” riaccendono il caso.

In un’intervista al Corriere della Sera la Carrozza spiega che la scuola italiana non è razzista:

“Si parte dalla premessa che il diritto allo studio è universale, che spetta a tutti i bambini, che provenienze diverse, lingue diverse, culture diverse sono un’opportunità, non un disvalore, rappresentano una ricchezza. Detto questo è ovvio che quando ci sono eccessivi squilibri bisogna intervenire. Ma non sarà il ministero a farlo con provvedimenti generali, si interverrà caso per caso, come è stato ben fatto altrove. In Emilia-Romagna, in Toscana, a Prato per esempio”.

Il ministro spiega di non aver intenzione di cancellare la circolare del 2010 della Gelmini:

“Per il momento non ho intenzione di cancellarla, è un’indicazione generale che nei casi particolari, e già succede, può non essere rispettata date le oggettive condizioni socio-territoriali. Inoltre occorre fare una distinzione tra i ragazzi che arrivano in Italia già grandi e magari non conoscono ancora bene la lingua, e possono aver bisogno di un supporto maggiore per l’integrazione culturale oltreché linguistica. Non possiamo considerare allo stesso modo degli altri i figli di immigrati che nascono in Italia o che sono arrivati piccolissimi da noi e conoscono la lingua quando cominciano le primarie. E possiamo considerare totalmente stranieri i bambini che vengono dalla patria comune, l’Europa? Questi bambini per me sono uguali a tutti gli altri bambini, non ci sono differenze”.

Parlando delle “fughe” dalle classi con troppi stranieri, la Carrozza ha dichiarato:

“Posso capire le preoccupazioni dei genitori, è chiaro che le classi vanno formate con equilibrio, non ci possono essere classi con troppi stranieri o con zero stranieri ma ripeto che i casi singoli vanno trattati singolarmente, resta alla scuola e al ministero il compito di investire nella formazione degli insegnanti perché possano dare un supporto ai ragazzi e alle famiglie e continuare il cammino verso l’integrazione”.