Modena, 16 indagati: “Promettevano guadagni, rubati risparmi anche ai terremotati”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 9 dicembre 2016 12:55 | Ultimo aggiornamento: 9 dicembre 2016 12:55
Modena, 16 indagati: "Promettevano guadagni, rubati risparmi anche ai terremotati"

Modena, 16 indagati: “Promettevano guadagni, rubati risparmi anche ai terremotati”

MODENA – Promettevano guadagni con margine di interesse fino al 3 percento, ma quei soldi finivano in un fondo da cui non sarebbero più stati recuperabili. Sono 16 le persone indagate con l’accusa di  associazione a delinquere transnazionale finalizzata a truffa, riciclaggio, abusivisimo finanziario e raccolta abusiva del credito. Tra le vittime, oltre ai grandi investitori, anche i piccoli risparmiatori, tra cui le famiglie dei terremotati che speravano con gli investimenti di riprendersi dai danni subiti e invece hanno perso tutto.

Tra gli arrestati, scrive Francesco Dondi sul quotidiano La Gazzetta di Modena, ci sono anche Claudio Pignatti, 56enne di Camposanto ed ex dipendente Unicredit, Maurizio Bondioli, 59 anni, Elena Bianchini, 66 anni, e la compagna albanese di Bondioli, Aferdita Nasto, che riciclava il denaro incassato dall’uomo:

“In carcere va invece Antonello Moroncini, bresciano residente in Svizzera, ai vertici dell’associazione con l’avvocato Sergio Oliveri e amministratore della International Global Opportunities, società con sede legale a Londraattraverso la quale venivano stipulati finti contratti di investimento. Proponevano interessi del 3% mensile. Oltre alla Global International Opportunities sono finite nell’indagine la Champion Holding & Finance e la Tova con sede a Lugano.

Pignatti, ex dipendente di Unicredit, era stato oggetto di indagine interna alla banca perché accusato di aver utilizzato i codici di accesso segreti di alcuni clienti “per dar corso a operazioni di acquisto e vendita titoli mediante home banking”, si legge in ordinanza. Un’accusa che in fase di interrogatorio il 56enne di Camposanto ha negato, dicendo invece di aver sempre agito su mandato dei clienti della banca. La ricostruzione è però smentita da almeno una persona a cui sono stati movimentati 50mila euro senza alcun consenso come ha confermato agli investigatori”.

A far scattare l’inchiesta è stata una denuncia di una coppia di italiani residenti a Doha, che dopo aver investito 50mila euro non hanno più avuto indietro il denaro:

“Il gruppo dal 2009 al 2013, tra Brescia e Dubai, passando dalle province di Modena, Ferrara, Cremona e Teramo, avrebbero raccolto oltre sette milioni e mezzo di euro da più di 150 clienti. Il capitale più imponente lo ha portato proprio Pignatti con un’operazione da 1,4 milioni. Il gruppo non avrebbe però mai investito il denaro, ma lo avrebbe speso per interessi personali”.

I soldi venivano utilizzati per acquistare vetture di lusso e per altri affari, oltre che per pagare affitti e acquistare immobili:

“Il formiginese Maurizio Bondioli è di fatto al terzo gradino della scala gerarchica. È lui ad inserire nel giro sia Pignatti che la castelfranchese Elena Bianchini. Con Pignatti continuano a raccogliere soldi dagli inconsapevoli clienti anche dopo che il primo raggiro è ormai sotto indagine tant’è che nelle conversazioni intercettate si tenta più volte di dissimulare i fatti, cercando di estromettere da ogni responsabilità i promotori. Ma i clienti pressano, vogliono sapere dove sono finiti i loro soldi e quei fantomatici guadagni: gli indagati cercano di prendere tempo, addirittura arrivano a consigliere di rivolgersi agli avvocati con l’obiettivo di innescare un meccanismo di timore e così non pagano. Poi arriva la Finanza e il giudice che ha disposto anche il sequestro 8 abitazioni, 24 terreni, 11 auto e quote sociali per un valore nominale di circa 200mila euro”.