Modena, bimbo di 10 anni multato e schedato sul bus: “Mio figlio umiliato”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 17 dicembre 2018 23:38 | Ultimo aggiornamento: 17 dicembre 2018 23:38
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Modena, bimbo di 10 anni multato e schedato sul bus: “Mio figlio umiliato”

MODENA – Un bambino di 10 anni di Modena è stato multato e fotosegnalato su un bus Seta, l’azienda di trasporti locale, perché sprovvisto di regolare biglietto. La vicenda è riportata da La Gazzetta di Modena, a cui è arrivata la denuncia del genitore del piccolo.

“Mio figlio di dieci anni, con alcuni suoi amici, di ritorno da una corsa campestre ha preso un autobus della Seta a Modena. L’ho visto arrivare a casa in lacrime con una fotosegnalazione quasi fosse un criminale e una multa di 67 euro . E tutto perché è stato trovato in possesso di un biglietto da 1,30 euro anziché da 1,50. Il biglietto gli era stato dato dalla mamma”. E racconta: “Il controllore ha chiesto a mio figlio i documenti dicendogli che il titolo di viaggio era incompleto. Lui gli ha detto che la carta d’identità non ce l’ha e quindi il guardiano degli autobus gli ha chiesto nome, cognome, nome dei genitori, indirizzo e appioppato una multa. Ma è possibile, al di là dei soldi, fotografare i bambini?”.

Da ormai oltre un anno i controllori che operano sui mezzi di trasporto della Seta fotografano i passeggeri privi di biglietto e carta d’identità, e li inseriscono in un apposito archivio. L’immagine scattata con un tablet viene allegata al verbale della multa. Se quest’ultima viene pagata, la foto viene cancellata, in caso di contestazione viene invece girata all’autorità giudiziaria che può aprire un fascicolo per false generalità. Misura applicata anche nei confronti dei minorenni. 

“Da circa un anno e mezzo abbiamo adottato un sistema per prevenire il fenomeno dei passeggeri non in regola” spiegano dall’azienda dei trasporti. “Capita spesso che chi viene trovato dai controllori senza biglietto, specie giovani, dice di essere senza documenti e fornisce nomi e cognomi di fantasia. E così – aggiungono i vertici di Seta – capita che ci troviamo a reclamare il pagamento di sanzioni a chi non ha messo piede sui nostri mezzi e a inseguire fantasmi”.

Dalla società assicurano che non ci sarebbero problemi legati alla privacy: “Il difensore civico dell’Emilia Romagna ha elogiato la nostra iniziativa e altre aziende d trasporti, ad esempio Trenord, ci hanno contattati perché intendono applicare il medesimo meccanismo sulle loro linee”.