Cronaca Italia

Modena, carabiniere Luca Sarti condannato a 6 anni e mezzo per stupro

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Modena, carabiniere Luca Sarti condannato a 6 anni e mezzo per stupro

MODENA – Un maresciallo dei carabinieri è stato condannato a 6 anni e mezzo di carcere con l’accusa di aver violentato una ragazza nel bagno di una discoteca a Modena. Si tratta di Luca Sarti, carabiniere di 42 anni tuttora in servizio, che è stato condannato nel pomeriggio del 25 ottobre in primo grado. Anche l’Udi (Unione donne italiane) si è costituita parte civile e ha ricevuto dai giudici una provvisionale di 10mila euro.

I fatti risalgono alla primavera del 2012. La giovane, che all’epoca aveva vent’anni, si è rivolta agli agenti della squadra mobile della polizia di Stato, per denunciare di essere stata portata dal carabiniere appunto nei bagni del locale frequentato soprattutto da giovani, che si trova nella zona di Castelvetro di Modena.

Come riporta la Gazzetta di Modena, Lì l’uomo, secondo il racconto contenuto nella denuncia, l’ha costretta ad avere un rapporto completo. Il delicatissimo fascicolo è così finito nelle mani del pubblico ministero Marco Niccolini, che oggi in aula ha chiesto per il militare dell’Arma una condanna a sei anni, sottolineando la gravità del fatto, soprattutto in relazione alla fiducia che la giovane nutriva nei confronti del 42enne, proprio perché appartenente all’Arma.

A sostenere l’accusa della ragazza, in aula hanno raccontato la loro versione dei fatti anche le amiche della vittima, che quella sera erano presenti e davanti ai giudici hanno riferito di come la giovane fosse stravolta dall’accaduto subito dopo.

Gli avvocati del carabiniere, Fabio Bazzani, di Modena, e Paolo Babboni, di Bologna, annunciando il ricorso alla Corte d’Appello, una volta che avranno in mano le motivazioni della sentenza, hanno invece ribadito nel corso di tutto il dibattimento che il rapporto (dimostrato in modo oggettivo da tutti gli accertamenti svolti) sarebbe stato consenziente e che la giovane avrebbe chiesto un incontro al militare il giorno seguente la violenza, come se si fosse invaghita dell’uomo.

Nel corso delle varie udienze che si sono svolte a Modena, diversi testimoni hanno riferito come il maresciallo capo dell’Arma in servizio nel Modenese fosse solito frequentare quel locale, alla ricerca di giovane compagnia e spesso con fare prepotente, anche alla presenza di altri carabinieri sempre in servizio nel Modenese.

Nei confronti della ventenne che ha sporto denuncia e si è costituita a sua volta parte civile, i giudici modenesi hanno stabilito una provvisionale di 20mila euro. Durante il processo di primo grado, infine, sono stati scandagliati messaggi via cellulare e anche attraverso i social, che hanno portato il pm a chiedere la condanna e i giudici a emettere la sentenza a sei anni e mezzo di reclusione.

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