Modena, padre e 2 figli aggrediscono col machete ragazzo africano: “Qui comandiamo noi”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 21 Ottobre 2020 10:11 | Ultimo aggiornamento: 21 Ottobre 2020 10:11
Modena, padre e 2 figli aggrediscono col machete ragazzo africano del Burkina Faso: "Qui comandiamo noi"

Modena, padre e 2 figli aggrediscono col machete ragazzo africano: “Qui comandiamo noi” (Foto d’archivio Ansa)

Hanno tentato di uccidere con un machete un africano di 22 anni: arrestati a Modena il padre e i suoi due figli.

Modena: tentato omicidio aggravato da discriminazione e odio razziale nei confronti di un ragazzo di 22 anni originario del Burkina Faso. E’ con questa accusa, in concorso, che gli agenti hanno arrestato un uomo di 53 anni e i suoi due figli di 30 e 24 anni. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa il 17 ottobre dal Gip del Tribunale di Modena è stata eseguita dalla Polizia. 

Modena: l’aggressione col machete al ragazzo del Burkina Faso

Uno lo ha preso a bastonate in testa, un altro lo ha colpito con il machete e lo ha accoltellato a un braccio. Intanto gli gridavano offese razziste e frasi come: “Tornatene al tuo Paese, qui comandiamo noi”. Così è avvenuta l’aggressione, il 15 luglio in strada a Modena, ai danni di un 22enne del Burkina Faso.

Per questa aggressione sono stati arrestati padre e due figli, tutti italiani, di 53, 30 e 24 anni. L’episodio è avvenuto nella zona sud della città e si tratterebbe di una spedizione punitiva, secondo quanto accertato dalle indagini della squadra mobile.

La “punizione” al ragazzo perché conosceva dei marocchini

Il ragazzo sarebbe stato preso di mira per i contatti di conoscenza che aveva con alcuni marocchini con cui gli aggressori avevano un conto in sospeso, ma la sua unica ‘colpa’, spiegano gli investigatori, è quella di essersi trovato “al posto sbagliato al momento sbagliato”. Il giovane ha tentato di difendersi dai fendenti e per questo è stato colpito al braccio e non in parti letali, ma anche ora, dopo un’operazione, non ha recuperato la piena funzionalità dell’arto. (Fonte Ansa)