Cronaca Italia

La moglie di Scaglia: “Mio marito non si affaccia alla finestra”

La moglie di Silvio Scaglia, Monica Aschei, racconta al Corriere il divieto di affacciarsi alla finestra per un uomo agli arresti domiciliari. Il marito, fondatore ed ex amministratore delegato di Fastweb, è agli arresti sui presunti casi di riciclaggio legati anche a Telecom Sparkle. Ormai a casa loro il verbo riciclare è tabu, anche per la spazzatura.

“Caro direttore, forse lo studio del cinese, che ormai pratica con assiduità, esercita alla pazienza (…) Fatto sta che mio marito, agli arresti domiciliari dal 17 maggio scorso nella nostra casa in quel di Antagnod, val d’Ayas, interpreta alla lettera le disposizioni impartite dal gip: divieto assoluto di comunicare con il mondo esterno, con l’eccezione della sottoscritta. Guai ad affacciarsi al balcone o respirare all’aria aperta: la sagoma delle montagne, bellissime, resta al di là del vetro. Poco più di un miraggio”, scrive la donna.

“Anzi, un simbolo di quella libertà che gli è stata sottratta, ingiustamente. Non mi è facile spiegare se e come sia cambiato Silvio dopo questi 160, terribili giorni. L’ostinazione ed il senso del dovere sono quelli di un tempo. Compreso il rispetto della giustizia, sia quella con la G maiuscola che quella, ben più misera, che la nostra famiglia ha sperimentato dallo scorso febbraio”.

E poi ancora: “Silvio è privato della sua libertà da cinque, lunghi mesi. Negli ultimi ottanta giorni, passati a fare il giro della propria stanza, gli è stato negato anche il diritto all’ora d’aria. Ed è tutt’altro che certo che possa presentarsi al processo a piede libero per difendersi da accuse che non sono suffragate da prove. La sua, insomma, è una storia di straordinaria ingiustizia”.

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