Mokbel, i legami con la massoneria

Pubblicato il 8 Marzo 2010 13:31 | Ultimo aggiornamento: 8 Marzo 2010 13:32

Gennaro Mokbel

Dall’indagine che ha coinvolto Telecom Sparkle e i vertici di Fastweb emerge sempre con maggiore chiarezza il  ruolo dell’imprenditore romano Gennaro Mokbel. Nelle intercettazioni, oltre ai contatti con l’ex senatore Nicola Di Girolamo e a quelle con gli estremisti di destra Giusva Fioravanti e Francesca Mambro spuntano anche  legami con la massoneria.

Il 25 luglio 2007, Mokbel parla al telefono con un amico e gli spiega: «Alle 4 e mezzo aspetto un 33˚ grado». Nel codice è il grado più alto e gli investigatori registrano l’interesse dell’imprenditore all’adesione della loggia massonica. Interesse e conoscenze: sempre nella stessa conversazione Mokbel spiega al suo interlocutore che di appartenenti alle logge «ce ne stanno parecchi: voi, c’è Palazzo Villa Grossi, c’è piazza del Gesù».

In un’altra telefonata Mokbel è fiero della carriera massonica di un suo parente: «Mio cognato è il più alto in grado, ha fatto il costruttore di una famiglia importante Scarozza- Finocchi, l’ex capo del Sisde ». Per gli investigatori si tratta di Giancarlo Scarozza, figlio di Maria Antonietta Finocchi e marito di Lucia Mokbel che avvertì, invano, la polizia su rumori sentiti in via Gradoli durante il sequestro Moro.

Il potere di condizionamento di Mokbel emerge anche da altre intercettazioni. A proposito di Di Girolamo, ad esempio, l’imprenditore interviene quando l’ex senatore, già in carica, è preoccupato perchè si indaga sulla falsa residenza in Belgio che lo ha reso candidabile. Mokbel consiglia al senatore la strategia dell’attacco frontale: «Glielo dici sfacciatamente: “Visto che abbiamo centinaia di mail sul malfunzionamento del suo consolato, provvederò con il mio amico Franco Frattini. Capito? Lei veda di allinearsi alle indicazioni politiche del governo”. E vacce con l’ambasciatore».