Monache-Papa, in clausura iperconnesse: “Se volessimo, ben altri uomini…”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 25 Marzo 2015 11:21 | Ultimo aggiornamento: 25 Marzo 2015 12:52
Monache di clausura iperconnesse: "Se volessimo, ben altri uomini..."

Monache di clausura iperconnesse: “Se volessimo, ben altri uomini…”

ROMA – “Se avessimo voluto, ben altri uomini avremmo scelto”. E così, grazie a questa fulminante risposta a Luciana Littizzetto ci tocca riaggiornare il repertorio di conoscenze (o pregiudizi) sulle monache di clausura. Iperconnesse, 2.0, dotate di telecomando, spirito critico e insospettabile senso dell’ironia.

Luciana Littizzetto, domenica da Fabio Fazio su Rai Tre, ha pungolato le monache che sabato hanno dimostrato nei confronti del papa in visita un entusiasmo a suo dire non del tutto pio.

Il dubbio della Littizzetto: “Non si capisce se erano intorno al Papa perché non avevano mai visto un Papa o perché non avevano mai visto un uomo”. In entrambi casi un’allusione bella e buona alla vita repressa di chi passa la vita in convento senza vedere il mondo.

Ma non è affatto così. Le monache di clausura navigano e usano il telecomando, tanto che la Littizzetto l’hanno vista in tv e le hanno risposto…via Facebook. C’è una pagina, con oltre 5mila “fan”, che si chiama appunto “Monastero Clarisse Cappuccine Napoli”. E da qui qualche solerte suorina ha digitato la risposta alla provocazione della comica, ripresa da Massimo Gramellini su La Stampa:

“Ci dispiace – scrivono le monache – che la sig. Littizzetto, che abbiamo apprezzato in altre occasioni, abbia pensato che le represse monache di clausura stessero aspettando il papa per abbracciare un uomo…probabilmente per fare questo avremmo scelto un altro luogo e ben altri uomini.. se avessimo voluto… Non sarebbe forse il caso, cara Luciana, di aggiornare il tuo manzoniano immaginario delle monache di vita contemplativa?????”.

Insomma, per carità, non si spingono a “volere” un uomo ma, in caso, di certo non in chiesa. E di certo non un papa, non si capisce se per il suo ruolo o per scarsa prestanza. Ma qui forse è meglio fermarsi con le allusione e limitarsi a concordare con le suore. Le “monache 2.0” non sono più quelle dell’immaginario manzoniano: viene da concludere che forse, alla celebre monaca di Monza, sarebbero bastati un tablet e una buona connessione per sublimare la mancanza di una vita mondana.