Moncalieri, bambino fantasma: trovato il padre, appello del sindaco

di Redazione Blitz
Pubblicato il 6 dicembre 2016 10:51 | Ultimo aggiornamento: 6 dicembre 2016 10:55
Moncalieri, bambino fantasma: trovato il padre, appello del sindaco

Moncalieri, bambino fantasma: trovato il padre, appello del sindaco (foto d’archivio Ansa)

MONCALIERI – I carabinieri di Moncalieri (Torino) hanno rintracciato il padre del bambino di 7 anni, fantasma per lo Stato perché la sua nascita non è mai stata registrata all’anagrafe. E’ stato l’uomo a chiamare il 112 minacciando il suicidio. Quando la prima gazzella dei carabinieri arrivata al parco Mauriziano, dove il segnale del suo telefono cellulare lo aveva localizzato, lui era già scappato. I carabinieri lo hanno comunque trovato la mattina seguente in un albergo. E’ stato accompagnato in ospedale per una valutazione delle sue condizioni psicofisiche. Insieme alla compagna è stato denunciato per non aver registrato il figlio all’anagrafe e per non averlo avviato alla scuola dell’obbligo.

“Lancio un appello affinché ciascuno, per le proprie competenze e responsabilità, si senta impegnato a dare il suo contributo, dal livello legislativo fino a quello organizzativo, per mettere in campo le azioni necessarie affinché ciò che è accaduto a questo bambino non accada mai più, a nessun altro”: è la conclusione della lettera aperta che il sindaco di Moncalieri (Torino), Paolo Montagna, destina al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e al presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino, sulla vicenda del bambino fantasma.

“Il nostro primo dovere è quello di garantire a questo bambino l’inizio di un presente e di un futuro diversi e migliori. Tutte le risorse sociali, educative e assistenziali sono già state attivate in questa direzione”, assicura il sindaco che si dice colpito “come uomo, come cittadino e come rappresentante delle Istituzioni”. “Ma tutto questo non è sufficiente alla mia coscienza di uomo e di sindaco della nostra Repubblica”, sottolinea Montagna, che aggiunge: “Ritengo che l’impegno volto ad impedire che ad altri neonati possa accadere di non essere registrati, e a verificare se altri bambini siano in questo momento invisibili ai nostri occhi, lontani dalle nostre scuole o irraggiungibili dai nostri servizi, debba vederci uniti e determinati”.