Mondiali nuoto/ Intona cori contro Berlusconi e la polizia lo caccia dallo stadio

Pubblicato il 29 Luglio 2009 13:56 | Ultimo aggiornamento: 29 Luglio 2009 17:36

Intona col megafono cori contro il premier Silvio Berlusconi e viene portato fuori dalla polizia.

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È successo al Foro Italico di Roma durante i Mondiali di nuoto. Mentre si stavano disputando le batterie, un giovane spettatore ha cominciato a cantare slogan contro Berlusconi. Dopo cinque minuti è stato avvicinato da uno steward che lo ha invitato al silenzio. Il giovane lo ha ignorato, quindi sono intervenuti quattro poliziotti che lo hanno scortato fuori dello stadio.

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Il classico “coro da stadio” affonda le sue radici nella tradizione orale popolare. Quando era costume  accompagnare cantando i lavori manuali quali la vendemmia con canti di lunga tradizione. Sono sempre esistiti e sempre esisteranno. Ne sanno qualcosa gli arbitri cornuti, i presidenti sotto curva e sotto il pullman, la polizia (via via) e perfino clero e prelati.

In Italia, ultimamente, sta accadendo un fatto singolare, ai limiti del rispetto della par condicio melodico – cantereccia: un deputato come Salvini si sente autorizzato a offendere comuni cittadini con la scusa di cantare cori da stadio, mentre, “dal loro canto” gli spettatori, cioè i comuni cittadini, non sono autorizzati a cantare cori da stadio contro i politici. Neanche allo stadio. Qualcosa sfugge alla logica.