Mondo di mezzo, Corte d’Appello riconosce associazione mafiosa: 14 anni a Carminati, 18 a Buzzi

di Redazione Blitz
Pubblicato il 11 Settembre 2018 15:11 | Ultimo aggiornamento: 11 Settembre 2018 17:53
Mondo di Mezzo, riconosciuta associazione mafiosa in Appello

Mondo di mezzo, Corte d’Appello riconosce associazione mafiosa: 14 anni a Carminati, 18 a Buzzi (Foto archivio Ansa)

ROMA – I giudici della Corte d’Appello hanno riconosciuto l’associazione mafiosa nell’ambio del processo Mondo di Mezzo a Roma. La sentenza dell’11 settembre ribalta così quella di primo grado emessa nel luglio 2017, quando i giudici avevano escluso l’aggravante mafiosa per gli imputati. Le condanne di primo grado di Massimo Carminati e Salvatore Buzzi sono state ridotte in Appello e all’udienza era presente anche il sindaco di Roma Virginia Raggi, che ha commentato: “E’ la conferma della devastazione della Capitale”.

A luglio del 2017 i giudici di primo grado avevano escluso l’aggravante mafiosa per tutte le persone coinvolte dall’inchiesta, riconoscendo invece la corruzione e l’esistenza di due gruppi criminali. Per questo Carminati e Buzzi erano stati condannati a 20 e 19 anni di reclusione in una sentenza che ha riguardato altre 44 persone, tra cui politici e uomini dell’amministrazione. Una sentenza storica in cui sono state inflitte pene pesanti proprio per gli episodi di corruzione con condanne, in alcuni casi, superiori alle richieste della Procura.

La sentenza emessa in Appello ha comportato la riduzione delle condanne da 20 a 14 anni per Carminati e da 19 a 18 anni e 4 mesi per Buzzi. Giuseppe Cascini, procuratore aggiunto di Roma, ha commentato: “Abbiamo sempre detto che le sentenze vanno rispettate: lo abbiamo fatto in primo grado e lo faremo anche adesso. La corte d’appello ha deciso che l’associazione criminale che avevamo portato in giudizio era di stampo mafioso e utilizzava il metodo mafioso. Era una questione di diritto che evidentemente i giudici hanno ritenuto fondata”.

In Aula era presente anche la Raggi, che subito dopo la sentenza ha commentato: “Questa sentenza conferma la gravità di come il sodalizio tra imprenditoria criminale e una parte della politica corrotta abbia devastato Roma. Conferma, qualora ce ne fosse ancora bisogno, che bisogna tenere la barra dritta sulla legalità. E’ quello che stiamo facendo e continueremo a fare per questa città e i cittadini”.