Mondragone, italiani contro bulgari “untori Covid”. Esercito per fermare la guerriglia

di Alberto Francavilla
Pubblicato il 26 Giugno 2020 9:11 | Ultimo aggiornamento: 26 Giugno 2020 9:11
Mondragone (Caserta), italiani contro bulgari "untori Covid". Esercito per fermare la guerriglia

Mondragone, italiani contro bulgari “untori Covid”. Esercito per fermare la guerriglia (Foto Ansa)

ROMA – A Mondragone è guerriglia civile per colpa del Coronavirus. Guerriglia civile e anche etnica: italiani contro bulgari.

I bulgari che hanno causato la zona rossa nel paese campano (siamo nell’agro casertano).

Bulgari che manifestano per strada per chiedere di poter lavorare nonostante il focolaio Covid. 

Italiani che reagiscono lanciano loro sedie dai balconi. E intanto in paese arriva l’esercito.

E la situazione si surriscalda ulteriormente, con auto date alle fiamme e risse.

Mondragone: incendiato un furgoncino

Ancora tensione nell’area dei palazzi ex Cirio (quella del focolaio): verso le 2 i vigili del fuoco sono intervenuti per l’incendio di un furgoncino in viale Margherita, a ridosso dei palazzi.

Da lunedì quell’aerea è zona rossa a causa di una cinquantina di contagi da coronavirus, diffusi in particolare nella comunità bulgara. 

Il mezzo dovrebbe essere di proprietà di un bulgaro. Dai primi accertamenti sembra che la causa sia dolosa e che sia stata usata una bottiglia incendiaria.

Arrivano 50 militari

E’ arrivato a Mondragone il contingente di 50 militari inviato dal ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, per rafforzare il presidio di vigilanza nell’area dei palazzi ex Cirio. Inoltre, in aggiunta al dispositivo territoriale, sono stati messi a disposizione della questura di Caserta 40 appartenenti alle Forze di polizia, ai quali se ne aggiungeranno altri 30 nella giornata di domani.

Il sindaco: “Risolvere prima il problema sanitario”

“Dobbiamo prima di tutto risolvere il problema sanitario, poi passeremo a quello sociale”. Così il sindaco  Virgilio Pacifico si è rivolto ai cittadini.

Cittadini che erano ancora in presidio alla rotonda sulla statale Domiziana ubicata di fronte ai palazzi ex Cirio.

I cittadini protestavano perché a loro dire questa situazione danneggia la città, che vive di turismo essendo sul litorale, ma chiedono anche di risolvere una volta per tutte il “problema” dei Palazzi ex Cirio, degradato complesso residenziale in pieno centro cittadino, quasi un “mondo a parte” dicono i cittadini mondragonesi, dove il degrado costante e i traffici illeciti, gestiti soprattutto dai bulgari, come il contrabbando di sigarette e alcolici, lo spaccio e il caporalato, sono all’ordine del giorno, come dimostrato dalle continue operazioni delle forze dell’ordine avvenute nel tempo, così come avvengono spesso risse dovute all’uso eccessivo di alcol.

Ma ai palazzi ex Cirio vivono anche bulgari e altri stranieri che lavorano come braccianti nei campi, sfruttati anche da connazionali; molti sono arrivati in auto dalla Bulgaria da qualche settimana proprio per lavorare nei campi. “Fate un censimento delle persone che risiedono qui – dice una ragazza che ha ripreso a lavorare solo da pochi giorni dopo il lockdown – e fate venire anche i proprietari di casa che affittano ad una persona e poi si prendono in nero i fitti di altri dieci inquilini. E cacciate tutti quelli che non fanno nulla o commettono reati”. “Se ne devono andare tutti” urla un altro.

“Di certo chi delinque non può stare ai palazzi ex Cirio” afferma il sindaco. “Dobbiamo insegnare loro a rispettare le regole”. “A voi cittadini dico di aiutarci: denunciate i proprietari che violano le regole”. Qualche cittadino ipotizza di organizzare delle ronde per controllare che i bulgari non violino “la zona rossa”.

Fonti: Ansa e Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev