Mondragone, nuovo focolaio coronavirus: case popolari diventano zona rossa

di Redazione Blitz
Pubblicato il 22 Giugno 2020 21:30 | Ultimo aggiornamento: 22 Giugno 2020 21:36
Mondragone, individuato nuovo focolaio

Mondragone, individuato nuovo focolaio: area case popolari diventa zona rossa (foto ANSA)

CASERTA – Scatta una mini zona rossa a Mondragone, in provincia di Caserta, per i residenti in quattro edifici di case popolari, il cosiddetto ‘complesso ex Cirio’, dopo la rilevazione di otto positivi al Covid 19.

Lo ha deciso con una ordinanza il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, mentre è in corso lo screening della Asl di Caserta sui circa 700 abitanti, in prevalenza immigrati e in gran parte di origine bulgara.

Fino al 30 giugno, salvo proroghe, i residenti di questi edifici – “fortemente popolati e in condizioni di alta promiscuità”, si legge nell’ordinanza – dovranno rimanere in isolamento domiciliare: il Comune provvederà a fornire loro derrate alimentari.

Forze dell’ordine ed esercito vigileranno sul rispetto della quarantena.

Nel frattempo in tutto il comune di Mondragone torna l’obbligo di indossare la mascherina, anche all’aperto, fino al 30: prescrizione che da oggi non è più valida nel resto della regione. 

Mondragone, scatta il cordone sanitario: 700 persone con obbligo domiciliare

Virgilio Pacifico, sindaco di Mondragone, aveva promosso un tavolo tecnico provinciale a cui hanno preso parte la Questura, la Prefettura, il Comando generale dei Carabinieri, la Provincia di Caserta, l’Asl e l’Unità di Crisi della Regione Campania.

“Tenuto conto delle condizioni di asintomaticità rilevata nei soggetti risultati positivi e del grado di diffusione dell’infezione in una porzione della popolazione residente in quell’area”, dice il sindaco, si è deciso di “predisporre un ‘cordone sanitario’, in via precauzionale, intorno all’Area Cirio, al fine di scongiurare ulteriori contagi a tutela della salute della nostra intera comunità.

Saranno in seguito comunicati, in collaborazione con l’Unità di crisi regionale, ulteriori valutazioni ed eventuali nuove decisioni per gli aspetti di propria competenza”.

L’Asl di Caserta ha già programmato uno screening sierologico per tutti i residenti, circa 700 persone. (fonte ANSA)