Monopoli, documentario antiaborto al liceo durante l’ora di religione: “Bambini smembrati e dilaniati”

di redazione Blitz
Pubblicato il 15 Dicembre 2018 15:34 | Ultimo aggiornamento: 15 Dicembre 2018 18:10
Monopoli, documentario antiaborto al liceo. Denuncia: "Film vietato ai minori proiettato a 14enni"

Monopoli, documentario antiaborto al liceo. Denuncia: “Film vietato ai minori proiettato a 14enni” (Frame dal video)

MONOPOLI (BARI) – Un documentario antiaborto con “scene esplicite di aborti, accompagnate da termini come ‘bambino dilaniato’ o ‘bambino smembrato'”: è quello che, secondo quanto denunciato dai deputati del M5s Veronica Giannone e Luigi Gallo, sarebbe stato proiettato durante l’ora di religione all’istituto superiore Galilei-Curie di Monopoli, in provincia di Bari. 

Il filmato, che si chiama “L’urlo silenzioso” ed è stato realizzato nel 1984, è stato fatto vedere a studenti di 14 anni, nonostante sia vietato ai minori. E sul caso Gallo e Giannone hanno presentato un’interrogazione al ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti. Dal suo canto il preside del polo liceale, Martino Cazzorla, assicura che “l’istituzione scolastica sta appurando quanto accaduto al fine di accertare eventuali responsabilità”.

“Tutte le procedure per appurare fatti, circostanze e persone coinvolte nella vicenda” sono state avviate. “Si ribadisce – si legge oggi in una nota della scuola – che quanto è accaduto è particolarmente grave, in merito ad un utilizzo improprio e inadeguato del video e della procedura seguita nel corso della lezione, tenuto conto della età adolescenziale degli studenti della classe e del contesto entro cui si è svolta ogni vicenda denunciata”.

Il documentario non sarebbe stata l’unica lezione anti-abortista. Secondo i pentastellati, infatti, nei giorni precedenti e nella stessa scuola, per parlare di interruzione di gravidanza ancora nelle prime classi, sarebbe stata invitata l’associazione ‘Movimento per la vita‘. Questa avrebbe definito l’aborto come una pratica in cui è previsto che si estraggano pezzi di gambe e braccia di bambini già formati. A riguardo la scuola specifica: “La presenza della presidente del ‘Movimento per la Vita’ di Monopoli non è stata mai né richiesta a questa dirigenza o alla scuola, né tantomeno autorizzata, e men che meno lo è stata la proiezione del video in questione. Pertanto, ove siano confermate circostanze che abbiano violato le garanzie educative, saranno prese le opportune decisioni da parte degli organi preposti”. 

Se da una parte i deputati hanno chiesto a Bussetti di intervenire con “urgenza per chiarire i contorni di una vicenda molto grave”, dall’altra l’Ufficio scolastico regionale (Usr) della Puglia ha avviato accertamenti sulla vicenda. “Ovviamente farò le adeguate valutazioni”, sottolinea il direttore dell’Usr Puglia, Anna Cammalleri. “Quello dell’interruzione di gravidanza – evidenziano i deputati del M5S – è un tema delicatissimo che merita di essere trattato con la massima attenzione, in particolare se di mezzo ci sono dei minori. Vogliamo ricordare ai dirigenti scolastici che la scuola è prima di tutto luogo di incontro, in cui coltivare nelle giovani menti degli studenti i principi di tolleranza, pluralismo e soprattutto rispetto”. Anche per questo – precisa il preside del polo liceale monopolitano – “abbiamo messo in atto tutte le procedure previste dalla normativa vigente”. 

Duro il giudizio del Garante regionale dei diritti dei minori, Ludovico Abbaticchio: “Questa opera di vergognosa informazione deviante è inaccettabile soprattutto se proiettata alla presenza di minori in una scuola. Esiste una legge dello stato la 194/78 – spiega Abbaticchio – che prevede anche la corretta informazione contraccettiva per prevenire l’aborto. L’educazione alla salute e alla sessualità si realizza attraverso programmazione equilibrata ed informazione corretta anche per prevenire l’aborto che rimane comunque una scelta luttuosa e drammatica per la donna che sceglie questo percorso garantito dalla legge. Legge 194 che garantisce anche le minori. Come Garante – continua – chiederò ai responsabili scolastici cosa è accaduto e chi ha scelto questo inaccettabile incontro che sicuramente ha provocato nei minori che hanno assistito gravi momenti di sgomento e di dramma psicologico. Chiederò alla procura dei Minori e al tribunale per i minori – conclude – di intervenire per quanto di loro competenza per accertare le responsabilità di questo intervento deviante e terroristico nei confronti di minorenni all’interno di attività scolastiche”.