Monsignor Paglia indagato per la compravendita del Castello di S. Girolamo. “Buco da 25 mln”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 27 Maggio 2015 14:13 | Ultimo aggiornamento: 27 Maggio 2015 15:04
Monsignor Paglia indagato per la compravendita del Castello di S. Girolamo

Monsignor Paglia indagato per la compravendita del Castello di S. Girolamo

ROMA – Monsignor Paglia indagato. Castello di S. Girolamo: associazione a delinquere. C’è anche il nome di Monsignor Vincenzo Paglia nel registro degli indagati della procura di Terni. Le accuse, che coinvolgono amministratori della diocesi di Narni e del Comune, tra i quali spicca l’ex sindaco Stefano Bigaroni, vanno dall’associazione a delinquere alla turbativa d’asta e alla truffa. La diocesi in questione vanta il poco ragguardevole primato di seconda diocesi più indebitata d’Europa, con un  buco finanziario quantificabile in 25 milioni di euro.

Le indagini, scattate 4 anni fa, si riferiscono alla compravendita del castello di San Girolamo, prestigioso e antico complesso immobiliare finito in stato di abbandono. Secondo l’accusa il Comune di Narni il castello sarebbe stato acquistato da una società diversa da quella aggiudicataria, attraverso finanziamenti irregolari e operazioni societarie non trasparenti. Fiorenza Sarzanini e Amalia De Simone spiegano sul Corriere della Sera i reati contestati.

L’operazione sarebbe stata realizzata utilizzando due conti correnti della Diocesi che erano nella disponibilità di Galletti e Zappelli in quanto rispettivamente vicario dell’ente diocesi nonché dal delegato del Vescovo ad operare sui conti correnti della diocesi, i quali avrebbero poi beneficiato del business immobiliare. Secondo l’inchiesta, il sindaco di Narni, Bigaroni comunicò a monsignor Paglia l’intenzione del Comune di vendere il castello prima ancora della pubblicazione dell’elenco delle aree del Comune di Narni poste in vendita, prevedendo nel bando di gara un prezzo di 1.760.000 euro, una somma largamente inferiore al valore reale di 5.638.040 euro. Da qui una serie di carteggi che il pm giudica illeciti fino all’aggiudicazione del bene ad una società non solo diversa dalla vincitrice della gara ma che non aveva nemmeno i requisiti per parteciparvi. (Fiorenza Sarzanini e Amalia De Simone, Corriere della Sera).

Monsignor Paglia, attuale presidente del Pontificio consiglio per la famiglia e forse meglio conosciuto come figura di spicco della Comunità di Sant’Egidio, è stato vescovo della diocesi di Terni-Narni-Amelia dal 2000 al 2012. La diocesi in questione vanta il poco ragguardevole primato di seconda diocesi più indebitata d’Europa, con un  buco finanziario quantificabile in 25 milioni di euro.