Dopo spiagge e discoteche… coronavirus va anche in montagna: tutti ammassati senza mascherina

di Alessandro Avico
Pubblicato il 21 Agosto 2020 11:11 | Ultimo aggiornamento: 21 Agosto 2020 13:31
Dopo spiagge e discoteche... la montagna: le code agli impianti, tutti senza mascherina

Dopo spiagge e discoteche… la montagna: le code agli impianti, tutti senza mascherina

Non solo le spiagge, le discoteche, le feste, i parchi acquatici… Gli assembramenti senza mascherine e senza distanze ci sono anche dove uno meno se lo aspetta, in montagna.

Alcuni video mostrano file di persone che sono in coda per accedere agli impianti di salita. Tutti vicini, tutti senza mascherina. Uno pensa alla montagna come un qualcosa di sconfinato, di isolato, di pulito e di salutare. E invece no, il coronavirus va anche in montagna. Anche qui niente mascherine, niente distanziamento, niente sicurezza insomma.

Un video, girato nella mattinata di mercoledì, pubblicato dal quotidiano locale Tageszeitung mostra infatti una coda lunghissima (quasi 200 metri) di turisti davanti alla stazione a valle della cabinovia dell’Alpe di Siusi. La distanza di sicurezza non viene mantenuta e tante sono le persone senza mascherina.

Nella giornata di giovedì, in Alto Adige si sono registrati 21 nuovi contagi su 1137 tamponi effettuati. Le persone in isolamento domiciliare sono 1.846.

Un altro filmato, pubblicato dal portale il Dolomiti, mostra la montagna presa d’assalto in questi giorni di Ferragosto. Siamo in provincia di Belluno, sul Sas de Stria, cima ricca di storia e testimonianze della Grande Guerra. A 2.477 metri, le trincee e i camminamenti di guerra si riempiono ogni estate di escursionisti. La situazione su queste montagne sembra essere fuori controllo, tutti senza mascherina anche in questo caso.

Coronavirus in montagna, situazione da prendere sul serio

“La situazione è da prendere assolutamente sul serio e, anche se in Italia e in Alto Adige abbiamo ancora un tasso di infezione cumulativo inferiore rispetto agli altri paesi europei, dobbiamo continuare ad attuare le misure di prevenzione, proteggere bocca e naso, mantenere le distanze e lavarsi le mani”. Lo ha detto Pierpaolo Bertoli, direttore sanitario dell’Azienda sanitaria dell’Alto Adige, a seguito del netto aumento di casi di coronavirus registrato ieri in provincia di Bolzano.

Solo in una giornata i nuovi casi si Covid-19 sono stati 19. Come in altri Paesi europei, anche in Alto Adige l’incremento di positività è dovuto principalmente a persone che si sono infettate al di fuori della provincia e che, in una certa misura, importano il virus. Grande attenzione viene prestata al settore del turismo anche perché negli ultimi giorni è stata rilevata una nuova infezione sia in una struttura ricettiva di Brunico che di Badia.

L’azienda sanitaria altoatesina ha immediatamente avviato i controlli all’interno della stretta cerchia sociale, iniziato i test sui dipendenti e sugli ospiti nonché predisposto la sanificazione delle strutture. Finora i risultati dei test sono negativi. (Fonti Tageszeitung e Dolomiti).