Gitanti e alpinisti, malati immaginari per farsi portare a valle in elicottero

Pubblicato il 13 agosto 2010 15:08 | Ultimo aggiornamento: 13 agosto 2010 15:08

Malati immaginari per pigrizia: si avventurano in alta montagna e poi, stanchi, chiamano il soccorso alpino perché li venga a prendere e li riporti a valle. Un atteggiamento che, come sottolinea la Stampa, al di là di tutte le considerazioni etiche e di buon senso, costa tanto anche in termini economici.

Il problema è venuto fuori durante una tavola rotonda a Courmayeur, in Valle d’Aosta, organizzata dalla locale Fondazione, a cui hanno partecipato le autorità in materia di soccorso alpino: Enrico Visetti, responsabile sanitario del servizio di elisoccorso valdostano; Alessandro Cortinovis, direttore del Soccorso alpino valdostano; Federica Cortese, assessore al Territorio e presidente di Montagna sicura; Arrigo Gallizio, presidente delle guide di Courmayeur; la guida Carlo Cugnetto; la psicologa Elvira Venturella e il sindaco Fabrizia Derriard.

Lo spunto viene da un episodio degli scorsi giorni, in cui sei alpinisti sul Monte Rosa hanno chiamato i soccorsi dicendo che due di loro erano feriti, mentre in realtà stavano tutti benissimo, erano solo un po’ stanchi. “Alcuni meriterebbero due schiaffi, dice Cortinovis alla Stampa. Non solo ti chiamano per interventi che si potrebbero benissimo evitare, ma ti guardano anche con uno sguardo strafottente, quasi a volerti prendere in giro. Come dire, ‘alla fine siete venuti a prendermi, e mi faccio anche un giro in elicottero'”.

L’aspetto più gtarev della faccenda, oltre alla beffe, è lo spreco economico: “Alla Regione, spiega Visetti, un minuto di volo di un elicottero per il primo soccorso costa 137 euro, senza contare i costi legati all’equipaggio”. Per un intervento breve, di soli trenta minuti, si sborsano 4110 euro. L’unico risvolto positivo è una legge del 2006, rivisata nel 2009, che prevede che se l’intervento è immotivato (cosa che implica, tra l’altro, risvolti giuridici, per il reato di procurato allarme) i costi ricadano in toto a carico degli alpinisti.

Nonostante questo, e nmonostante la Valle dìAosta abbia iniziato negli ultimi tempi a responsabilizzare gli alpinisti, chiedendo loro, in alcuni casi, una partecipazione economica, le percentuali degli interventi evitabili restano alte: “In una domenica di agosto, dice Cortinovis, facciamo più o meno quindici interventi. Ebbene, il 40 per cento di questi è causato da persone stanche. Non ferite o altro, solo stanche. Incapaci di proseguire. Gente non preparata che si è sopravvalutata non rispettando i propri limiti”.

In questo modo si arriva presto ad una media di circa mille interventi all’anno: il 95 per cento in elisoccorso e il 5 per cento a piedi. “Per gli interventi inappropriati, sottolinea ancora Cortinovis, è prevista una compartecipazione che varia in base alla residenza: gli italiani devono pagare 800 euro, gli stranieri sino a 3500, infine per gli interventi di tipo sanitario gli italiani non pagano nulla, mentre agli stranieri si possono chiedere sino a 3.500 euro. Queste, però, sono solo cifre simboliche che hanno uno scopo educativo, non punitivo”.