Monte Livata, i punti poco chiari: la versione della mamma, il telefonino spento

di redazione Blitz
Pubblicato il 2 gennaio 2014 9:14 | Ultimo aggiornamento: 2 gennaio 2014 9:14
Monte Livata

Monte Livata

ROMA – Alexia Canestrari è uscita di pomeriggio, il 31 dicembre, con i due bambini. Sua figlia e il figlio del compagno Emanuele, 4 e 5 anni. Era la prima volta che passava dei giorni sulla neve a Monte Livata, a poca distanza da Subiaco, nel Lazio. E’ uscita per una passeggiata ma non s’è preoccupata di portare il cellulare, scarico, risultato spento per ore.

E’ la versione fornita da questa donna di 36 anni agli investigatori dopo una notte di ricerche e fiato sospeso. Alexia è stata ritrovata alle 2,30 di notte dell’1 gennaio. I bambini solo ore dopo, la mattina del’1 gennaio. Li aveva lasciati soli vicino a una grotta, un riparo naturale, per andare a cercare aiuto quando s’era fatto buio e aveva capito che da sola non avrebbe ritrovato la via di casa, dove la aspettava il compagno.

E così i soccorritori li hanno ritrovati: abbracciati, dopo una notte soli al freddo. “Un miracolo che fossero ancora vivi”, dice chi li ha salvati. Ecco cosa raccontano i bambini:

«Abbiamo sentito i fuochi d’artificio, ma non li abbiamo visti. Erano lontani. Nicole ha dormito su un albero, io su una roccia, ma poi siamo caduti».

Ma ora l’attenzione è tutta sulla versione della donna. Cosa è davvero successo la notte di Capodanno? Lei spiega:

«Ci siamo incamminati sui sentieri del Cai per fare una passeggiata, ma a un certo punto mi sono persa. Abbiamo proseguito per un po’, finché c’era luce, ma poi è diventato tutto buio ed è stato difficile andare avanti».

«A un certo punto i piccoli erano stanchissimi. Si stavano addormentando – ha detto ancora la donna – e così li ho messi al riparo per andare a cercare aiuto. Ho visto delle luci in lontananza, sembrava un paese vicino e mi sono incamminata in quella direzione, ma mi sono persa di nuovo».

Al momento questa mamma di 36 anni non è indagata. I carabinieri e la procura di Tivoli stanno comunque ricostruendo la vicenda.