Montescudo (Rimini), assume un pizzaiolo nero: scatta il boicottaggio del locale

di redazione Blitz
Pubblicato il 15 marzo 2019 10:00 | Ultimo aggiornamento: 15 marzo 2019 10:00
Montescudo (Rimini), assume un pizzaiolo nero: scatta il boicottaggio del locale

Montescudo (Rimini), assume un pizzaiolo nero: scatta il boicottaggio del locale

RIMINI – Assume un pizzaiolo nero e scatta il boicottaggio del locale. E’ quanto denuncia Riccardo Lanzafame, titolare di un ristorante a Montescudo-Montecolombo, paese di 7mila abitanti in provincia di Rimini. Qui Lanzafame da due anni ha in gestione la Locanda Malatesta.

Lo scorso novembre ha assunto come pizzaiolo un ragazzo del Gambia in Italia con un permesso di soggiorno per motivi umanitari. In questi mesi è andato tutto bene finché qualche settimana fa, denuncia Lanzafame al Corriere della Sera, non è apparsa un commento sulla pagina Facebook della cittadina diretto a lui e al suo locale: “C’era scritto che non sono in grado di gestire la struttura e che se fatto assumere un ragazzo africano a fare le pizze, tanto valeva che prendessi anche un Papa nero. Ho chiesto che il post venisse rimosso dalla pagina e così è stato fatto, ma da quel giorno nessuno più è entrato nel locale a prendere le pizze. Oppure telefonavano e le ordinavano per venirle a prendere, e poi non si presentava nessuno a ritirarle. Da quel giorno in pratica non abbiamo più lavorato”, ha spiegato il gestore del ristorante al Corriere della Sera. 

Lui, comunque, non si è dato per vinto e ha appeso fuori dal locale un cartello con la scritta: “In questo locale abbiamo assunto un ragazzo africano, se sei razzista non entrare”.

“Masamba (questo il nome del pizzaiolo del Gambia) al mattino va alla scuola alberghiera, al pomeriggio va a Rimini per prendere il diploma di terza media, è molto educato, non mi sembrava vero di avere un ragazzo così a lavorare con me – ha detto al Corriere Lanzafame -. Dal giorno di quel post però praticamente non abbiamo più avuto clienti, gli altri due camerieri se ne sono andati, e anche lui ha è andato via perché si è sentito responsabile di quello che stava succedendo. Io però l’ho richiamato e gli ho detto di tornare. Gli ho detto che piuttosto non mangio io, ma i soldi per dargli lo stipendio li trovo. Io non ho paura, anche se il paese è contro di me, se dovrò andare via – conclude Riccardo Lanzafame – almeno lo farò a testa alta”.

Fonte: Corriere della Sera