Monza, costretta dal padre a tornare in Pakistan. Farnesina valuta intervento

di Redazione Blitz
Pubblicato il 18 settembre 2018 21:30 | Ultimo aggiornamento: 18 settembre 2018 21:30
Monza, costretta dal padre a tornare in Pakistan. Farnesina valuta intervento (foto d'archivio Ansa)

Monza, costretta dal padre a tornare in Pakistan. Farnesina valuta intervento (foto d’archivio Ansa)

MONZA – Una 23enne pakistana è stata costretta (con l’inganno) a lasciare la scuola e a tornare in Pakistan.

Privata dei documenti, la pakistana si è rivolta con una lettera alla sua vecchia scuola, in provincia di Monza, per chiedere aiuto. “Vi prego, aiutatemi, il mio futuro è in Italia, mi hanno preso tutti i documenti e mi hanno lasciata qui – ha scritto – mio padre mi ha impedito di terminare la quarta superiore, so che una delle professoresse chiedeva che fine avessi fatto, poi mi hanno portata via”.

La scuola, ricevuta la lettera, ha denunciato l’accaduto ai carabinieri e alla Procura di Monza. La documentazione sul caso è stata poi trasmessa alla Prefettura di Monza e Brianza. Il titolare della Farnesina Enzo Moavero Milanesi ha comunicato con una nota di seguire da vicino la vicenda.

“In considerazione della gravità di ciò che la giovane ha denunciato, la Farnesina sta acquisendo presso la Questura competente ogni utile elemento per verificare i fatti, al fine di valutare le modalità più appropriate per possibili interventi a tutela dei suoi diritti”, si legge in una nota del ministero. Il prefetto Giovanna Vilardi ha confermato che la Prefettura di Monza e Brianza ha informato l’Interpol, il servizio per la cooperazione internazionale di polizia, per approfondimenti sulla vicenda.

Nel frattempo la 23enne ha conosciuto un ragazzo in Pakistan. “Ora vivo con lui, i miei genitori non vogliono che stia con lui, perché la cultura nel nostro Paese non permette alle giovani di scegliere con chi stare”, ha raccontato la giovane all’ANSA che l’ha raggiunta al telefono in Pakistan: “Ho provato a chiedere aiuto alla mia ambasciata ma non mi hanno ascoltata, vi prego, voglio tornare in Italia, è lì che vedo il mio futuro”.

“Chiedo al ministero degli Esteri di attivare immediatamente le sue strutture per fare luce sul caso”, ha commentato in una nota Paolo Grimoldi, deputato della Lega Nord e vice presidente della commissione Esteri della Camera dei Deputati. “Se questa notizia è confermata, se davvero la ragazza vuole tornare un Italia ma è trattenuta in ostaggio contro la sua volontà, per decisione dei genitori, per la solita inaccettabile decisione del padre di non farla vivere alla occidentale e di volerle impedire un matrimonio libero con un ragazzo scelto da lei, chiediamo alla Farnesina di attivarsi immediatamente con le autorità del Pakistan per favorire il suo ritorno in Italia, ovviamente lontano da questa famiglia”.