Monza, imprenditore arrestato: “Evasi contributi e imposte per 50 milioni”

Pubblicato il 20 settembre 2013 10:28 | Ultimo aggiornamento: 20 settembre 2013 10:28

finanzaMONZA BRIANZA – Duemila e 200 dipendenti, un fatturato di 82 milioni di euro, e praticamente nessun contributo versato all’Inps né imposte all’erario. E’ quello che sostiene la Guardia di Finanza che ha arrestati un imprenditore lombardo nel corso di un blitz avvenuto nelle sedi del gruppo Viesse international holding, leader nella fornitura dei servizi alle aziende, composto da dieci società con quartier generale a Usmate Velate (Monza Brianza).

Il suo fondatore, un imprenditore monzese di 44 anni, è stato arrestato per una “frode fiscale di ingenti dimensioni, un’evasione di imposte e di contributi previdenziali quantificata in 50 milioni di euro“.

Secondo quanto precisato dalla Gdf, le società del Gruppo Viesse sottoposte a un sequestro di beni preventivo per 50 mln di euro ”nonostante un fatturato di tutto rispetto (oltre 82 milioni di euro) e 2.200 collaboratori sparsi in tutt’Italia non hanno versato praticamente né imposte all’ Erario né contributi all’Inps ed all’Inail”.

Sono stati necessari alcuni mesi ai Finanzieri del Comando provinciale di Milano per esaminare tutta la contabilità delle aziende (sedici quelle coinvolte) e per ricostruire il meccanismo evasivo utilizzato dalle aziende del gruppo per non versare praticamente né imposte all’Erario né contributi all’Inps e all’Inail. “Infatti, i debiti tributari e previdenziali maturati dalle società sono stati con sistematicità illecitamente azzerati, ossia compensati con crediti Iva del tutto inventati oppure artatamente gonfiati”.

A tal fine le fatture ricevute venivano “annotate sui registri Iva con importi decisamente maggiorati, per aumentare il credito Iva delle singole società”. All’esito delle indagini, il gip del Tribunale di Monza, su richiesta dei pubblici ministeri, ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di colui che è ritenuto il regista ed il reale beneficiario dell’ingente frode fiscale: l’imprenditore è attualmente detenuto nel carcere di Monza, a disposizione dell’autorità giudiziaria, e deve rispondere delle accuse di evasione fiscale, indebite compensazioni d’imposta, omessi versamenti di ritenute fiscali operate nei confronti dei propri dipendenti.

Nel frattempo i militari hanno sequestrato un vero e proprio patrimonio immobiliare di cui l’arrestato disponeva direttamente o attraverso familiari e società. Si tratta della villa con piscina, sauna e bagno turco a Lesmo (MB) dove l’imprenditore vive con la famiglia, di un attico con super attico in Sardegna, ad Alghero, di 6 villette realizzate a Villasanta (MB), di 13 appartamenti, 43 capannoni industriali e 40 terreni distribuiti tra le provincie di Milano, Monza, Bergamo, Lecco e Sassari.