Monza, poligamo nascondeva la seconda moglie in garage

di redazione Blitz
Pubblicato il 1 Novembre 2015 12:24 | Ultimo aggiornamento: 1 Novembre 2015 12:24
Monza, poligamo nascondeva la seconda moglie in garage

(Foto d’archivio)

MONZA – La seconda moglie, con i tre figli piccoli di 9, 7 e 3 anni, nascosti nel garage. L’altra famiglia, quella ufficiale, che viveva ignara in appartamento, al piano di sopra. E’ l’incredibile scoperta fatta sabato pomeriggio dai carabinieri di Monza, nel box numero 69 di via Leon Battista Alberti, annesso al palazzo di via Giotto dove risiede la prima moglie. Il presunto poligamo è un egiziano di 50 anni.

A chiamare i carabinieri era stata la prima moglie che tempo prima aveva denunciato il marito per presunti maltrattamenti in famiglia. Il 50enne si era allontanato prima dell’arrivo dei militari ed è stata proprio la donna a suggerire di cercarlo nel garage. Quando hanno aperto la porta basculante però hanno scoperto tutt’altro: tra coperte, scope, acqua e viveri, c’erano una donna con i suoi tre bambini, quasi coetanei dei fratellini che probabilmente non hanno mai incontrato.

 

L’uomo è stato rintracciato poco dopo e portato in caserma. Secondo quanto riporta il Corriere della Sera, era confuso:

“Ha raccontato di problemi economici e di uno stato di indigenza. Lui gestiva una piccola impresa di pulizie, la stessa che si occupa delle case popolari di Monza. I carabinieri hanno scoperto che negli ultimi giorni aveva occupato un box all’interno del complesso di via Leon Battista Alberti, a ridosso dei palazzi popolari di via Giotto. Un box che, in realtà, risulta di proprietà della prima moglie. […] Non è chiaro da quanto tempo la famiglia vivesse in quel garage. Secondo i carabinieri il locale era occupato da almeno un paio di settimane. Dentro soltanto la luce di una lampada, nient’altro. La prima moglie ha detto di non aver mai saputo di quella donna e della seconda vita del marito. Ma su questo gli inquirenti non si sbilanciano. Di certo i rapporti con il 50enne sono ancora tesissimi. Mentre veniva portato in caserma dai carabinieri, l’uomo s’è rivolto alla donna mimando con una mano il taglio della gola”.

L’altra donna e i tre figli sono stati invece affidati ai servizi sociali comunali.