Monza, salme bambini esumate senza preavviso. Il sindaco: “Colpa di un bug informatico”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 24 Ottobre 2019 9:20 | Ultimo aggiornamento: 24 Ottobre 2019 9:20
Un cimitero, Ansa

Un cimitero (foto d’archivio Ansa)

ROMA – Quando la nonna, con in una mano un mazzo di fiori e nell’altra una macchinina, è andata al cimitero a trovare il nipotino morto al posto della tomba si è ritrovata soltanto della terra smossa. 

La salma del nipotino, infatti, era stata esumata per essere trasferito in un ossario senza alcun preavviso. La nonna, alla vista di quella poca terra smossa, si è anche sentita male.

Ma questo non è l’unico caso del genere che si è registrato a Monza. Sono almeno quattro, racconta l’Ansa, i bambini esumati senza nessun preavviso.

Il consigliere ed ex sindaco di Monza Roberto Scanagatti ha anche presentato un’interrogazione.

“Mi hanno telefonato alcuni genitori di bambini per segnalarmi l’accaduto – ha raccontato all’agenzia Ansa – un cittadino mi ha raccontato che sua madre, la nonna, si è sentita male arrivando in cimitero e scoprendo che la tomba del nipotino non esiste più”.

Secondo il Comune di Monza, la procedura è stata seguita come da regolamento, ovvero con l’affissione di appositi cartelli all’interno del cimitero e un elenco di nomi pubblicati sul sito del Comune. Da questa lista, precisa il municipio, cinque famiglie sarebbero state escluse “per un errore del software informatico”.

Oltre a quanto previsto da regolamento, un preavviso di sei mesi e la pubblicazione di un annuncio sul sito del Comune, sono stati affissi cento manifesti in giro per la città, mentre non è previsto l’invio di comunicazioni ad personam, come accade in tutte le città con più di centomila abitanti.

“Sono sconcertato e addolorato per quanto accaduto, sto cercando di ricostruire l’iter degli eventi – ha spiegato il sindaco di Monza Dario Allevi – quei cinque nomi esclusi dalla lista pubblicata in rete sono dovuti ad un bug informatico e forse alla mancanza di quel pizzico di cuore in più nel lavoro di chi si è occupato dell’avviso, che non ha notato la mancanza di cinque nomi da un elenco numerato”.

Il sindaco sta ora cercando di contattare le famiglie di quei cinque bimbi, per poter “chiedere scusa a nome della città e trovare un modo di lenire il loro dolore, magari pensando a un modo per ricordare i loro piccoli nel giardino del cimitero”.

“Quando un cittadino ha chiesto chiarimenti al custode su dove si trovino i resti del figlio non ha ottenuto risposta, ma – ha concluso amaramente l’ex sindaco di Monza – solamente un’indicazione: una tettoia sotto la quale c’erano degli scatoloni con dentro peluche e tutto quanto altro si trovava sulle tombe”. 

Fonte: Ansa.