Morte Pasolini, avvocato Marazzita: “Chiedete a Johnny Lo Zingaro la verità”

di redazione Blitz
Pubblicato il 28 luglio 2017 16:14 | Ultimo aggiornamento: 28 luglio 2017 16:15
Morte Pasolini, avvocato Marazzita: "Chiedete a Johnny Lo Zingaro la vertià"

L’arresto di Johnny Lo Zingaro (foto Ansa)

ROMA – Nino Marazzita è l’avvocato ha assistito la famiglia di Pier Paolo Pasolini ucciso nel 1975 alle porte di Ostia. L’avvocato parla della cattura di Johhny Lo Zingaro e dice che

“ci sono elementi, lo sosteniamo da tempo, per ipotizzare che Johnny fosse sulla scena del delitto Pasolini. E magari la cattura rappresenterà l’input per chiedergli delucidazioni. Ne avevo già parlato e ne riparlerò a breve con Graziella Chiarcossi (cugina dell’intellettuale, unica discendente ancora in vita e moglie del defunto scrittore Vincenzo Cerami, ndr) e siamo pronti a inoltrare un’istanza ai magistrati”.

Marazzita ha passato 40 anni a scremare i tanti che hanno cercato di accreditarsi come parenti senza esserlo. “C’è chi ha rivendicato legami solo per soldi, mentre a mio parere si dovrebbe riaprire l’indagine per colmare un “buco” storico: il mancato approfondimento delle eventuali responsabilità di Giuseppe Mastini alias Johnny lo Zingaro”.

Marazzita aveva ricominciato a parlare del caso Pasolini nei giorni scorsi, dopo la scomparsa di Pino Pelosi, l’unico condannato per l’omicidio del regista. Ora però, martedì scorso la polizia ha catturato a Siena Johnny Lo Zingaro mettendo fine alla latitanza successiva alla fuga dal carcere di Fossano dov’era detenuto.

Per l’avvocato quindi, non c’è molto tempo da perdere:

“Lo Zingaro sarà interrogato per circoscrivere le coperture della sua evasione. Non voglio fare pessime battute, ma credo sarebbe bene chiedergli ciò che non si è mai chiesto in tanti anni prima che scappi di nuovo…”. “I mezzi giudiziari ci sono – insiste Marazzita – e non capisco perché non si proceda”.

Come scrive su Il Secolo XIX Matteo Indice

“I punti sono sempre tre: l’anello trovato accanto al corpo di Pasolini, che Pelosi disse essergli stato regalato da Johnny; un plantare di scarpa trovato nell’auto della vittima, compatibile con quelli che nello stesso periodo Mastini indossava essendo rimasto ferito in uno scontro a fuoco con la polizia; le frequentazioni comuni di criminali come i fratelli Borsellino, soprannominati Braciola e Bracioletta, militanti dell’ultradestra romana con i quali sia lo Zingaro che Pelosi facevano gruppo, e che sempre Pelosi collocò sulla scena del delitto Pasolini dopo ch’erano morti entrambi”.

 

 

 

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