Morto Carlo Buongiorno, “architetto” dello spazio italiano

Pubblicato il 27 novembre 2011 18:25 | Ultimo aggiornamento: 27 novembre 2011 18:32

ROMA – E' morto all'età di 81 anni Carlo Buongiorno, era stato il primo direttore dell'Agenzia Spaziale Italiana (Asi) e uno dei protagonisti dello spazio italiano. Egli stesso si definiVa ''uno dei principali architetti del programma spaziale italiano ed europeo''.

Era nato a Roma il 12 marzo 1930 ed era stato allievo di Luigi Broglio, artefice del debutto italiano in campo aerospaziale. Buongiorno si era laureato in ingegneria elettronica e ingegneria aeronautica nell'universita' di Roma La Sapienza. La sua carriera scientifica dopo la laurea era iniziata negli Stati Uniti dal 1954, come ricercatore presso il Politecnico di Brooklyn, dove si occupava di volo ipersonico e supersonico.

Dopo il rientro in Italia, nel 1957, ha insegnato Propulsione aerospaziale presso il dipartimento di Meccanica e astronautica della Scuola di Ingegneria aerospaziale dell'universita' di Roma La Sapienza.

In seguito e' stato segretario tecnico della Commissione ricerche spaziali del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) e dal 1961 aveva seguito in prima persona, accanto a Broglio, il debutto ufficiale dell'Italia nello spazio, con il Progetto San Marco. Buongiorno aveva diretto la realizzazione della base spaziale italiana su due piattaforme ancorate al largo del Kenya. Da li', nel 1967, era stato lanciato il satellite San Marco II.

E' stato inoltre in prima fila nel passaggio che, sotto la spinta del fisico Edoardo Amaldi e a conclusione di un lungo cammino, nel 1975 ha portato alla nascita dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa).

In seguito Buongiorno e' stato responsabile dell'Ufficio Spazio del ministero della Ricerca e capo della delegazione italiana presso l'Agenzia Spaziale Europea (Esa). Nel 1983, insieme al ministero della Ricerca della Germania Federale, aveva proposto all'Esa il progetto Columbus, per la realizzazione dei moduli abitati della futura stazione spaziale e nel 1988 era stato, a Washingon, tra i firmatari per l'accordo internazionale che avrebbe portato a costruire la Stazione Spaziale Internazionale.