Morto Sandro Acciari: giornalista di razza, Paese Sera, Espresso, Corsera, Blitz

Pubblicato il 18 maggio 2013 15:44 | Ultimo aggiornamento: 19 maggio 2013 22:45
Sandro Acciari

Sandro Acciari

ROMA – Sandro Acciari, giornalista di cronaca giudiziaria di vecchia scuola, è morto. Aveva 66 anni. Se l’è portato via un brutto male che lo ha preso, da fumatore estremo, e che Sandro Acciari ha affrontato con serenità da uomo vero, con serenità, senza mai un lamento, con la speranza sempre, anzi la certezza, di tornare presto alla vita di sempre.

Sandro Acciari aveva cominciato a fare il giornalista molto giovane a Paese Sera, poi era stato da protagonista all’Espresso di Livio Zanetti e Giovanni Valentini e al Corriere della Sera.

Aveva svolto un ruolo importante, anche con la guida di Maurizio De Luca, nella evoluzione (involuzione?) della cronaca giudiziaria da cronaca dalle aule a cronaca dalle Procure.

Aveva dominato la scena con molti scoop per l’ Espresso, sempre preciso sempre documentato.

Era uscito dal Corriere in circostanze non brillanti per il giornale. Qualcosa si era anche rotto nel legame di stima e affetto intenso che lo univa al direttore Paolo Mieli.

Tornò al Gruppo Espresso collaborando con la direzione editoriale dei giornali locali. Fu messo fuori in stagione di tagli e con il dolore che forse chi lui aveva aiutato non lo aiutò.

Sandro Acciari aveva un pessimo carattere, ma era altrettanto generoso con quanti avevano bisogno di lui.

Lo dimostrò negli ultimi anni, nella sua nuova attività, di docente alla scuola di giornalismo della università Luiss e anche in attività istituzionali dell‘Ordine dei giornalisti. Pochi sono i giovani che non siano ricorsi al suo aiuto, nessuno che non ne abbia ricevuto.

Sandro Acciari ha avuto anche una parte importante nella impostazione e nel lancio di Blitzquotidiano.

Anche se ha scritto solo un articolo perché ci considerava troppo moderati se non di destra e poco teneri con i suoi studenti ciuchi, perché non poteva nemmeno sospettare che ce ne fossero. Ma quasi ogni settimana era in mezzo a noi.

Con tutti è rimasto in contatto fino alla fine, ancora dal letto di ospedale da cui non si è più alzato: “Non ce la faccio questo lunedì, vengo sicuro il prossimo”.

Sandro Acciari diceva di non credere in Dio, ma Dio, per definizione, la sa più lunga e ha tenuto per lui un angolo in paradiso.

Non ci saranno funerali. Per chi desiderasse rivolgere un saluto a Sandro la camera ardente è all’ospedale Sant’Eugenio di Roma lunedì 20 maggio dalle ore 15 alle 18:30. Martedì mattina il corpo sarà trasferito a Rocca di Papa.

Per Blitzquotidiano Sandro Acciari, collega, collaboratore e amico, scrisse questo articolo:

“Berlusconi: “Processo breve”? Una legge “lieve”…