Cronaca Italia

E’ morto Vincenzo Bianchi, il generale che lottò contro la P2 e incastrò Lucky Luciano

Vincenzo Bianchi

È morto Vincenzo Bianchi, il generale della Finanza che lottò contro la P2. Il militare è deceduto a Civitavecchia all’età di 82 anni. Nato a Tolfa (Roma), laureato in Giurisprudenza, fu insignito dell’onorificenza di Grand’Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana e della medaglia d’oro al merito di lungo comando e della croce d’oro al merito di servizio. Il generale Bianchi è stato al centro dei fatti giudiziari più importanti del Paese negli anni Ottanta: dallo scandalo dei petroli a quello della P2, contribuendo anche all’arresto di Lucky Luciano.

Nel 1981 Bianchi, quando era ancora colonnello, balzò agli onori della cronaca perché fu lui che coordinò le perquisizioni nelle possibili sedi della loggia massonica P2. Bianchi era l’uomo di fiducia dei pm Turone e Colombo che in lui conoscevano la lealtà istituzionale. Un episodio in particolare, dimostra quanto era delicata quell’operazione: con la perquisizione ancora in corso Bianchi ricevette via radio una chiamata del generale Orazio Giannini, comandante della Guardia di finanza.

E negli elenchi della P2 c’era anche il nome di Orazio Giannini e, come scrisse il giornalista Gianni Barbacetto su Diario, anche quello “del suo predecessore, il generale Raffaele Giudice, come quello del capo di stato maggiore della Finanza, il generale Donato Lo Prete. E il comandante delle Fiamme gialle di Arezzo, e una folla di generali, colonnelli, maggiori…”. Il generale è considerato un simbolo di fedeltà istituzionale.

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