Moschea a Milano, ecco le aree: Rogoredo, Lampugnano, via Esterle

di redazione Blitz
Pubblicato il 19 febbraio 2015 13:06 | Ultimo aggiornamento: 19 febbraio 2015 13:14
Moschea a Milano, ecco le aree: Rogoredo, Lampugnano, via Esterle

Musulmani in preghiera di fronte al Duomo di Milano

MILANO – Rogoredo, Lampugnano e via Esterle (zona via Padova): sono le tre aree messe a disposizione dal Comune di Milano da assegnare alla realizzazione di nuovi luoghi di culto. Il bando, pubblicato a fine dicembre, scade il 28 febbraio: in almeno uno dei tre siti sorgerà una moschea.

Si aggiudica la gara chi offre il prezzo più alto. Contribuiscono (15 punti su cento) anche la sostenibilità economica e finanziaria e l’adeguatezza degli strumenti di tracciabilità dei movimenti finanziari. Altri 15 punti per i rapporti con le istituzioni e il territorio. Una corsia preferenziale sarà riconosciuta agli enti di culto diversi dalla religione cattolica e dotati di personalità giuridica riconosciuta dal Ministero dell’Interno o che abbiano sottoscritto la Carta dei valori del 2007.

In zona Rogoredo, l’area messa a bando si trova in via Marignano e si estende per 3.400 metri quadrati. Il canone di base previsto dal comune è di 7600 euro l’anno.

A due passi dalla stazione Lampugnano c’è invece il secondo lotto: in via Sant’Elia, proprio accanto all’ex Palasharp, già frequentato dai musulmani che ogni venerdì ci si incontrano per la preghiera. La seconda area, un po’ più grande della prima, si estende su 5 mila metri quadrati. Il prezzo è infatti più alto: 10 mila euro annui. E’ questo il lotto sul quale ha puntato l’Istituto culturale islamico di viale Jenner. Ma dovrà vedersela con  un’altra coalizione che fa riferimento al Caim, il coordinamento che raggruppa una ventina di associazioni islamiche milanesi. E  la Coreis, associazione islamica moderata guidata dall’immam Sergio Pallavicini, l’unica tra l’altro ad essere iscritta all’albo del ministero dell’Interno.

La terza opzione è un immobile: gli ex bagni pubblici di via Esterle, circa 1500 mq da abbattere e ricostruire da capo (Il bando prevede espressamente che l’assegnatario si faccia carico della demolizione a sue spese). In questo caso la concessione, fissata per un massimo di 30 anni rinnovabili, è fissata a 25 mila euro. In lizza c’è già la Casa della cultura islamica di via Padova, sigla moderata guidata dall’architetto di origini giordane Asfa Mahmoud.