Mose, Giancarlo Galan nega accuse: “400mila euro sono documentabili”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 5 Giugno 2014 12:33 | Ultimo aggiornamento: 5 Giugno 2014 12:34
Mose, Giancarlo Galan nega accuse: "400mila euro sono documentabili"

Giancarlo Galan (Foto LaPresse)

ROMA – “Quattrocentomila euro, tutti documentabili“. Giancarlo Galan, senatore ed ex governatore del Veneto, replica così alle accuse di aver intascato illecitamente soldi dagli appalti del Mose, il sistema di protezione della laguna di Venezia dalle acque alte. Il senatore, per il quale la Procura ha avanzato una richiesta di arresto in Parlamento, nega ogni accusa e si difende. Intanto la sera del 4 giugno, per Galan è arrivata la telefonata e il sostegno di Silvio Berlusconi: “Tranquillo, la storia si sgonfierà”.

Repubblica scrive:

“Galan, 58 anni, padovano, laurea in Giurisprudenza e master alla Bocconi, è stato tra i top manager in Publitalia, direttore generale quando a fine ’93, assieme ad altri 17 (per lo più colleghi d’azienda) dà vita col “presidente” a Forza Italia. Il brillante “venditore” ha 37 anni e Berlusconi gli affida la carica di coordinatore nel suo Veneto. È solo l’inizio. Un anno più tardi, nel ’95, lo candiderà alla poltrona di governatore regionale, così, a soli 39 anni, entra a Palazzo Balbi per uscirne dopo varie vicissitudini politiche quindici anni dopo, nel 2010. È in quegli anni che Galan si fa politico, uomo di vasti e radicati consensi, acerrimo avversario della Lega”.

Le accuse contestate a Galan riguardano il periodo in cui è stato governatore della Regione Veneto:

“È negli anni alla Regione che si sarebbero consumati i reati ipotizzati dalla magistratura. Anni in cui cambia anche la vita privata di Galan, che nel 2009 convola in seconde nozze con la giovane Sandra Persegato, una bimba insieme. Il sacrificio nella sua enclave gli sarà ripagato poi con la carriera a Roma. Ministro dell’Agricoltura (proprio al posto di Zaia) nel 2010, poi ai Beni culturali. Anni di battaglie laiche, suoi i disegni di legge più “spinti” tra i forzisti in materia di fine vita, fecondazione assistita, divorzio breve e quant’altro sui diritti civili”.

Ora che Galan è senatore e lontano dal Veneto, nega ogni accusa, spiega Repubblica:

“Claudia Minutillo, imprenditrice ed ex segretaria personale è accusata di aver portato pacchi di denaro a San Marino, dove venivano riciclati da una finanziaria complice. «Ma la Claudia non è più al mio fianco dal 2005, tutti intorno a me dicevano di stare attento, che qualcosa in lei non quadrava, i cappotti costosissimi, i diversi appartamenti, così l’allontanai» ricorda e confida adesso Galan. «Che ne so di cosa abbia potuto chiedere e fare a mio nome? Da allora l’avrò rivista un paio di volte». Stesso ragionamento per l’assessore regionale Renato Chisso, che a lui — spiega — non faceva più capo «da almeno un anno ». Certo c’è la storia della villa, bella sui Colli Euganei, acquistata e poi ristrutturata”.

Il senatore continua a ripetere che di soldi per la ristrutturazione non ne ha intascati:

“«è stata acquistata con la liquidazione Publitalia da 900 milioni di vecchie lire, ristrutturata per 400 mila euro, tutto è documentato », dice che sta pagando ancora un mutuo per quella spesa”.

Intanto la richiesta d’arresto è arrivata in Parlamento:

“Ignazio La Russa, presidente della giunta per le autorizzazioni, ha nominato già il relatore, Mariano Rabino (Scelta civica), per istruire la richiesta di custodia cautelare. Prima seduta in giunta mercoledì prossimo, Galan sarà sentito tra due settimane, La Russa conta di chiudere «entro un mese». L’aula di Montecitorio a quel punto potrebbe pronunciarsi anche prima della pausa estiva di metà agosto. E la vasta maggioranza che già si profila, Pd-M5s, non promette nulla di buono per l’ex governatore”.