Mose, Giorgio Orsoni libero: revocati i domiciliari, torna sindaco di Venezia

di redazione Blitz
Pubblicato il 12 Giugno 2014 12:41 | Ultimo aggiornamento: 12 Giugno 2014 17:45
 Mose, Giorgio Orsoni liberato: revocati i domiciliari. Patteggiamento a 4 mesi

Giorgio Orsoni

VENEZIA – Torna in libertà, Giorgio Orsoni, pur restando indagato nell’ambito dell’inchiesta Mose. E torna sindaco a tutti gli effetti. Il gip Alberto Scaramuzza, che gli ha revocato gli arresti domiciliari, ha ritenuto che non vi fossero più le esigenze cautelari. Nel provvedimento del giudice si fa riferimento a una richiesta di patteggiamento da parte del sindaco. Difesa e procura si sarebbero accordate per una pena di nove mesi ridotta a 4 per le attenuanti generiche e ridotte di un terzo per il rito abbreviato.

Il Prefetto di Venezia ha reso noto che, letta l’ordinanza con la quale il Gip del Tribunale di Venezia ha disposto la revoca della misura degli arresti domiciliari a carico di Giorgio Orsoni, “ha accertato, con provvedimento odierno che è venuta meno la causa della sospensione di diritto dalla carica di Sindaco del Comune di Venezia, disposta il 4 giugno scorso”. L’atto di accertamento da parte del Prefetto è stato notificato a Orsoni. Lo stesso atto, a cura del Segretario Generale del Comune di Venezia, sarà notificato agli altri componenti del Consiglio Comunale.

Orsoni era stato arrestato, e posto ai domiciliari, il 4 giugno scorso, assieme ad altre 34 persone nell’ambito dell’inchiesta su presunte tangenti e finanziamenti illeciti collegati agli appalti del Mose. Secondo l’ipotesi accusatoria accolta dal Gip in sede di ordinanza, Orsoni avrebbe ricevuto fondi non dichiarati per la sua campagna elettorale per le amministrative del 2010. Di questi finanziamenti parla nei suoi interrogatori Giovanni Mazzacurati, allora presidente del Consorzio Venezia Nuova.

Orsoni, che era stato sospeso dalla carica di sindaco così come previsto dalla legge Severino, torna ad essere a tutti gli effetti primo cittadino di Venezia. Uscito di casa poco prima delle 11.30 di giovedì è salito in motoscafo e si è diretto a Ca’ Farsetti, sede del Municipio, per una conferenza stampa convocata assieme ai suoi legali.