Mose. Il Consorzio e i suoi “stipendiati”: Galan, magistrati, assessori, tecnici

di Redazione Blitz
Pubblicato il 6 Giugno 2014 12:04 | Ultimo aggiornamento: 6 Giugno 2014 12:24
Mose. Il Consorzio e i suoi "stipendiati", Galan, magistrati, assessori, tecnici

Giorgio Galan e Giovanni Mazzacurati (ex presidente del Consorzio Nuova Venezia)

VENEZIA – Mose. Il Consorzio e i suoi “stipendiati”, Galan, magistrati, assessori, tecnici. Secondo le carte del Gip, solo l’ingegner Giovanni Mazzacurati, presidente per 8 anni del Consorzio Nuova Venezia (l’appaltatore unico per la realizzazione del Mose) avrebbe movimentato personalmente (o al massimo sostituito dal segretario) 22,5 milioni di euro in mazzette. Solo una parte delle tangenti distribuite a tutti in città, politici, magistrati, funzionari della Regione, tecnici dei collaudi. Approfittava l’ingegnere (arrestato ma liquidato poche settimane fa dal Consorzio con 7 milioni di euro) del fiume di denaro pubblico che in 10 anni è lievitato da 1,8 mld a 5,6 mld).

“Fabbisogno sistemico”. Il presidente della Mantovani (l’ingegner Piergiorgio Baita), una delle società favorite, ha descritto il giro di mazzette così ai magistrati: “fabbisogno sistemico”, con tangenti “periodiche” (il vitalizio a Galan), “episodiche ma regolari”, “emergenziali”. Il Consorzio imponeva le nomine politiche, indirizzava gli appalti regionali, metteva a stipendio tutte quelle figure utili a fare affari e che trattava come sudditi.

Gli “stipendiati” dal Consorzio. Il sindaco Giorgio Orsoni veniva pagato (560 mila euro), secondo le prove raccolte dai giudici, all’hotel Il Monaco. All’ex presidente della Regione Giancarlo Galan veniva garantito uno stipendio aggiuntivo di 4 milioni di euro più il restauro della villa trecentesca. L’assessore regionale all’Urbanistica Renato Chisso (ex socialista passato a Forza Italia) fu omaggiato di 250 mila euro per intervenire nel parlamentino veneto (4 provvedimenti sarebbero il frutto di tangenti). L’ex braccio destro del ministro Tremonti, Marco Milanese, avrebbe intascato mezzo milione di euro per aver fatto ottenere al Consorzio il finanziamento da 400 milioni del Cipe.

A libro paga sono finiti due giudici del Magistrato delle Acque (l’organo di controllo): a Patrizio Cuccioletta prima e a Maria Giovanna Piva poi, venivano conferite “annualità aggiuntive” dell’ordine di 400 o 500 mila euro, accreditate direttamente su conti svizzeri. Secondo Baita, “l’80% dei controlli del Magistrato della Acque veniva redatto da personale del Consorzio”. Al tecnico regionale Giuseppe Fasiol sarebbero bastati 19 mila euro per guardare da un”altra parte durante i collaudi. Soldi sono stati distribuiti a “spioni” accreditati presso i Servizi segreti, e alla Fondazione Marcianum dell’ex patriarca di Venezia Angelo Scola.