Mose, no al patteggiamento per l’ex sindaco Orsoni. Pm: “Rischio prescrizione”

di redazione Blitz
Pubblicato il 28 Giugno 2014 11:40 | Ultimo aggiornamento: 28 Giugno 2014 14:07
Giorgio Orsoni

Giorgio Orsoni

VENEZIA – Il gup di Venezia, Massimo Vicinanza, ha respinto il patteggiamento tra la Procura e l’ex sindaco Pd di Venezia, Giorgio Orsoni, implicato nell’inchiesta Mose. Il patteggiamento, concordato in quattro mesi di reclusione e 15 mila euro di multa, è stato respinto perchè secondo il gup “la pena è incongrua rispetto alla gravità dei fatti”.

Troppo poco, insomma. I pm, però, che nell’inchiesta rappresentano l’accusa contro Orsoni, mettono in guardia: ora rischia di cadere tutto in prescrizione.

Per i pubblici ministeri che hanno coordinato l’inchiesta, infatti, sarebbe stato preferibile “una pena certa oggi, anche se minima, piuttosto che una pena più pesante alla quale probabilmente non si sarebbe mai arrivati considerato il rischio di prescrizione del reato”. 

Orsoni, assente in aula, ha appreso della decisione del gup dal proprio legale di fiducia Daniele Grasso. “Non so ora da dove si parte” ha detto il legale all’uscita dall’aula. “Prenderemo le decisioni da assumere assieme al mio assistito, – ha aggiunto – non è questo il momento per parlare del futuro. Ci sono comunque le condizioni per affrontare un processo; il patteggiamento ormai non esiste più”.

“Ora posso finalmente difendermi”. Lo dice, in una nota, l’ex sindaco Giorgio Orsoni sottolineando che “l’esito dell’udienza odierna era prevedibile in relazione all’entità delle accuse svolte, al clamore che ne era seguito anche in relazione allo sproporzionato uso della misura cautelare”.

“La scelta di accettare il patteggiamento proposto dalla Procura – spiega ancora l’ex sindaco – era stata dettata dalla necessità di tutelare l’Amministrazione, ben consapevole della assoluta infondatezza dei fatti addebitati e della insussistenza della fattispecie di reato ipotizzato”.

“Venuta meno tale esigenza – ha concluso – ho auspicato la soluzione odierna che mi consente finalmente di difendermi appieno nell’ambito del processo. Prerogative fino ad oggi sempre negatemi”.